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È proprio vero, una volta toccato il fondo non resta che grattare. Qui a Padova la situazione sta velocemente precipitando. Ormai le uscite del neo sindaco Massimo Bitonci non hanno più alcun limite. L’ultima riguarda i profughi. Quelle persone che stiamo vedendo crepare a centinaia di fronte alle nostre coste. Quelle persone che muoiono nel tentativo di raggiungere i punti di imbarco. Quelle persone che scappano da scenari atroci. Sì ma qui a Padova questo sfugge. Così Bitonci annuncia che è disposto a fare le barricate con la sua giunta per impedire che i profughi possano essere ospitati in questa città. Continua a leggere »

Stranezze astrologiche

di  d. b. (*)

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Scor-data: 26 luglio 1893

Nasce George Grosz, pittore tedesco

Il blog lo ricorda con «I pilastri della società», uno dei suoi disegni-pamphlet (*)
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due film turchi

di Ismaele (*)

due opere prime davvero belle, da noi non passeranno mai in sala, se qualche tv ci prova, non perdetele; in rete, sottotitolate, si possono trovare, fate voi. Continua a leggere »

di David Lifodi

Dopo anni ed anni di lotte, lo stato cileno ha cancellato il mega-progetto di Endesa-Enel, che prevedeva la costruzione di cinque dighe nella Patagonia cilena. La bocciatura del progetto Hidroaysén rappresenta una grande vittoria delle organizzazioni popolari cilene, ma restano molte riserve sulle motivazioni che hanno spinto la presidenta Michelle Bachelet a respingere la valutazione d’impatto ambientale che aveva autorizzato l’edificazione di cinque represas sui fiumi Baker e Pascua. La diffidenza dei mapuche verso la coalizione di Nueva Mayorìa rimane intatta, come spiega in questa lunga intervista Humberto Manquel, dirigente mapuche di Panguipulli, a luglio in Italia per un giro di conferenze tra centri sociali e organizzazioni di movimento per raccontare la verità su Hydroaysén e denunciare le contraddizioni del governo Bachelet. Continua a leggere »

andando a ritroso nel tempo

«Il giorno che gli immigrati se ne andarono»

di Massimo Ghirelli (*)
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di Sandro Sardella

“Mentre in lontananza rombava il tuono dell’artiglieria,

noi incollavamo, recitavamo, componevamo versi e

cantavamo con tutta l’anima. Eravamo alla ricerca di

un’arte elementare che pensavamo avrebbe salvato

l’umanità dalla furiosa follia di quei tempi.

Aspiravamo a un nuovo ordine che potesse ristabilire

l’equilibrio tra il cielo e l’inferno.”

(Jean Arp) Continua a leggere »

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