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Archivio per la categoria ‘Metal Hurlant’

di Alexik da http://illavorodebilita.wordpress.com

lapide-monfalconeNel 1991, dopo essere stato operato e quindi già con la diagnosi di mesotelioma, sono ritornato a lavorare e il mio capo mi ha detto di fare un po’ di pulizia nei magazzini. Io ero ancora fasciato per l’operazione e ho dovuto riempire casse di rotoli di amianto per le valvole. Io, nelle mie condizioni, avrei potuto anche rifiutarmi, ma se non ci andavo io ci sarebbe dovuto andare qualcun altro. Del resto questo capo e anche suo figlio sono morti di mesotelioma pure loro”. (more…)

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di Sandro Sardella
Nei primi anni ’80 .. agli albori dell’esperienza «abiti-lavoro» – quaderni di scrittura operaia .. andai a Genova (more…)

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Frammenti selezionati da Alexik (da http://illavorodebilita.wordpress.com).

“….e allora (Bernardi) mi disse: un giorno sono andato dal capo del personale, mi pare si chiamasse Oppezzo … andò e disse: dottore, guardi, io ho dei bambini piccoli, mi hanno riconosciuto l’asbestosi, l’Inail aveva riconosciuto l’asbestosi. E disse: guardi, mi faccia fare un’altra mansione, fra un anno … dottore mi sposti almeno fra un anno. La risposta fu rapidissima: Bernardi, lei sa dov’è la porta”. (1) (more…)

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di Alexik (da http://illavorodebilita.wordpress.com)

A quanto pare è più facile beccarsi 10 anni per aver dato due calci a una vetrina durante il G8 di Genova che varcare le soglie di una galera dopo aver ammazzato decine (ma anche centinaia o migliaia) di operai. Si nota una certa sproporzione quando si scopre che la condanna degli ex dirigenti Michelin di Torino (17/03/99) per 11 morti e 14 malati gravi è di poco superiore a quella comminata a un immigrato per il furto di 4 mele. Mentre vi lascio a meditare sul concetto di “giustizia di classe”, approfitto per fare il punto sullo stato di alcuni processi in corso per stragi sul lavoro e disastri ambientali. (more…)

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Sindacato Annullatore Diritti Essenziali

di Fabrizio Melodia («l’astrofilosofo»)   (more…)

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di Alexik (da 
http://illavorodebilita.wordpress.com
)

Rana_PlazaIl Bangladesh offre agli operai molteplici opportunità di morire: nell’incendio di una fabbrica  o sotto le sue macerie, negli scontri di piazza o sotto tortura.

Il crollo del Rana Plaza è solo l’ultima strage di una lunga serie. Secondo i dati ufficiali del  governo bengalese sono 454 i lavoratori e le lavoratrici del settore abbigliamento morti negli incendi dal 2006 al 2010, a cui si aggiungono i 112 della Tazreen Fashions nel 2012. Quanto ai crolli, nel 2005 era già collassato l’edificio della Spectrum, causando 64 morti e 74 invalidi. (more…)

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Marlane: la fabbrica dei veleni

di Alexik da http://illavorodebilita.wordpress.com/

MarlaneC’è tutto il sud dentro questa storia di confine fra Basilicata e Calabria. Ci sono gli anni ’50, quelli del dominio democristiano, dei miliardi della Cassa del Mezzogiorno dirottati agli imprenditori amici per costruire cattedrali nel deserto. Perché 6.000.000.000 lire si prese, col patrocinio del ministro Colombo, il conte di Biella Stefano Rivetti per aprire gli stabilimenti tessili della Marlane a Maratea e Praia a Mare. Sei miliardi ai tempi in cui un suo operaio guadagnava 38.000 lire al mese: in pratica lo Stato gli pagò a fondo perduto l’equivalente di 157.894,73 salari. (more…)

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di Domenico Stimolo (*)

Mentre i rappresentanti della polis nazionale, vecchi e nuovi, si attorcigliano per trovare la “quadratura del cerchio” sulle vicissitudini che riguardano la gestione della nostra società, Loro sono tornati. In carne ed ossa. Gli operai.

In corteo ieri, (more…)

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THE  TRIANGLE  FIRE

di Alexik (da http://illavorodebilita.wordpress.com/)

“Per prima cosa lasciatemi spiegare in che modo lavoriamo e quanto veniamo pagate. Ci sono due tipi di lavoro: quello regolare e quello a cottimo. Il lavoro regolare viene pagato circa 6 dollari alla settimana e le ragazze devono stare alle macchine alle 7 in punto del mattino fino alle 8 di sera, con solo mezz’ora di pausa pranzo. C’è solo una fila di macchine alla luce del sole, quella più vicina alle finestre. Le ragazze delle altre file di macchine devono lavorare alla luce delle lampade a gas, sia di giorno che di notte … perché si lavora anche di notte. I capi in fabbrica non sono proprio dei gentleman, per loro le ragazze sono parti delle macchine. Urlano contro le ragazze e le riprendono così duramente che mi immagino gli schiavi neri del Sud. Non ci sono spogliatoi per le ragazze, devono appendere i loro cappelli e cappotti a chiodi piantati nel muro. La fabbrica è insalubre. Se viene trovato un difetto sul pezzo che stiamo lavorando, al di là che sia colpa nostra o no, dobbiamo pagare il pezzo, e a volte per l’intera iarda di materiale. Ogni tanto ci tolgono due dollari dalla paga, ma non siamo mai riuscite a capire perché” (1). (more…)

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La  donna della domenica (oggi spostata a venerdì) in questo 21esimo appuntamento vi parla di eternit recensendo Ternitti di Mario Desiati; in coda nuovi titoli per il free download. Buona lettura da Alexik. (more…)

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