Le parole non sono neutre. Le “Letterate” di Trento lanciano l’iniziativa «Io ci sono e lo dico» perché la forma è sostanza. Intervista di Barbara Romagnoli a Giovanna Covi. «Noi letterate siamo profondamente convinte che la forma non sia che l’estensione del contenuto,
Archivio per la categoria ‘Otto marzo sempre’
All’anagrafe Clio…
Postato in Otto marzo sempre, contrassegnato da tag Clio Maria Bittoni, donne, femminicidio, Germaine Greer, Maria G. Di Rienzo, maschilismo, media, Rift Valley, Smemoranda, storia, violenza di genere il giorno 16 maggio 2012 | Lascia un commento »
… ma Smemorata di fatto di Maria G. Di Rienzo Non so per qual motivo i genitori decisero di chiamare Clio la loro bambina, ma è sicuramente un bel nome e
Morire di poesia
Postato in Dossier, Otto marzo sempre, Poesia, contrassegnato da tag Afghanistan, Ago d'Oro, Cisda, donne, Gereshk, Herat, Kabul, Kandahar, landai, Lima, Maria G. Di Rienzo, Meena Muska, Mirman Baheer, Nadia Anjuman, Ogai Amail, Pashto, Poesia, Rahila, rubaiyat, Safia Siqqidi, Zarmina il giorno 7 maggio 2012 | 1 Commento »
di Maria G. Di Rienzo Nadia Anjuman, artista afgana, morì nel 2005 per il brutale pestaggio di suo marito. Aveva 25 anni. Le sue “colpe” erano aver pubblicato poesie ed essere diventata famosa in ragione di ciò. In Afghanistan si può morire di errori umanitari, di armi intelligentissime maneggiate purtroppo da perfetti idioti, di matrimonio, [...]
Cara figlia
Postato in Otto marzo sempre, contrassegnato da tag aquiloni, bambine, bambini, Escape Pod, fantascienza, fantasy, Gesù, kung fu, Maria G. Di Rienzo, Mur Lafferty, odio, pene, piangere, Pokemon, Tony Porter, tube di Falloppio il giorno 1 maggio 2012 | Lascia un commento »
di Mur Lafferty (*) Traduzione e adattamento di Maria G. Di Rienzo. Cara figlia, penso dovresti sapere che sei odiata. Del perché ti odino non sono sicura. Tu
Metti le sue scarpe…
Postato in Otto marzo sempre, contrassegnato da tag Bamenda, Camerun, contadini, donne, Giornata internazionale della donna, Gwain Colbert Fulai, Maria G. Di Rienzo, mascolinità, scarpe, Un futuro comune il giorno 7 aprile 2012 | Lascia un commento »
… una lezione dal Camerun di Maria G. Di Rienzo Dalle loro parti c’è questo proverbio:
Una donna in Cecenia
Postato in Otto marzo sempre, Ritratti, contrassegnato da tag Bbc, Cecenia, delitti d'onore, diritti umani, donne, Grozny, Kadyrov, Luiza Teymirova, Maksharip Aushev, Maria G. Di Rienzo, Natalia Estemirova, Nazioni Unite, poligamia, polizia morale, Zarema Sadulayeva il giorno 27 marzo 2012 | Lascia un commento »
di Maria G. Di Rienzo Ci sono almeno 8.000 donne, in Cecenia, che hanno ricevuto aiuto e soccorso grazie al lavoro di Luiza Teymirova e
Più vive che mai
Postato in Dossier, Otto marzo sempre, contrassegnato da tag Afghanistan, Africa, Asia, bambine, Bbc, bekalayas, Etiopia, Katherine Chrucher, Maria G. Di Rienzo, Nepal, Tanzania, vedove, violenza sessuale, Whr Swg, Women for Human Rights - Single Women's Group, Yemen, Yemi Ipaye il giorno 22 marzo 2012 | Lascia un commento »
di Maria G. Di Rienzo Se si parla di vedove la prima immagine che si genera nelle nostre menti è quella di donne anziane, o comunque adulte; ma milioni di vedove, al mondo, sono bambine. A volte non hanno più di otto anni. Non viste, non contate nei rapporti internazionali,
La scuola di Enoosaen
Postato in Le Afriche, Otto marzo sempre, contrassegnato da tag bambine, Enoosaen, Gioventù delle Nazioni Unit, Kakenya Center for Excellence, Kakenya Ntaiya, Kce, Kenya, Maria G. Di Rienzo, matrimoni precoci, mutilazioni genitali, Pittsburgh, scuola, Stati Uniti, Università delle Donne Randolph-Macon il giorno 18 marzo 2012 | Lascia un commento »
di Kakenya Ntaiya (traduzione di Maria G. Di Rienzo) Dare un’istruzione alle bambine non è una priorità, da noi. La maggior parte delle famiglie
Sconosciute sul metrò
Postato in Otto marzo sempre, contrassegnato da tag amore, Giovanardi, Mauro Antonio Miglieruolo il giorno 14 marzo 2012 | Lascia un commento »
Il presente racconto non è stato scritto per far arrabbiare Giovanardi; o per invitare al rispetto i tanti che la pensano come a lui, uguale;