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Archivio per la categoria ‘Pugillares’

Caro Marco di Tuscania,

a te mi rivolgo perché sei come noi di quelli cresciuti nella rabbia, che a testa bassa si son lanciati come arieti e hanno trovato duro. (more…)

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Alludere alla folla è utile per richiamare il muoversi della stessa, il suo infittirsi o il suo diradarsi, e soprattutto il suo reagire, come un solo corpo, agli stimoli esterni. downloadChi mastica di psicologia di massa sa che essa si attiva coerentemente, unitariamente, sfruttando un temibile effetto moltiplicatore fornito dal realizzarsi di misteriose quanto potenti attitudini sintoniche. Se mai ci fosse capitato di parlare in pubblico a una platea numerosa fatta di qualche centinaia di persone, ecco che avremmo avuto esperienza del comportamento della folla: è possibile ascoltarla, esortarla, stuzzicarla, blandirla, ottenere da essa amore piuttosto che odio, alzarne la temperatura o raffreddarla. Per fare questo bisogna, però, saper essere empatici, parlare alla pancia e non al cervello, insomma è indispensabile saper “emozionare”, ovvero azionare la più efficace leva della comunicazione. Saper dire ciò che la folla si aspetta è un talento, un’arma micidiale che nella storia è stata impiegata, il più delle volte, drammaticamente: è infatti tipica dei dittatori. Ma non solo. (more…)

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Ciao, sono il Castoro di Bianciardi, stretto nello scaffale tra quelli di Jean Genet e Ghiannis Ritsos, le mie cattive compagnie di ragazzacci. Siamo qui, perfettamente allineati e stanchi di non essere neppure estratti per qualche rapida consultazione. Nessuno ci compulsa ormai da tempo. Eppure siamo stati eroici, e oggi siamo dimenticati. (more…)

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Scrivere di UFO sul blog di Daniele Barbieri è parlare di corda a casa dell’impiccato. (more…)

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La vita irripetibile – di Mark Adin

Aver trasformato in un incubo le vite meravigliose, singolarmente dotate di bellezza, di ciascuno e di ciascuna, è uno scempio incomprensibile. Ci si è riusciti grazie all’impegno che, nei secoli dei secoli (in saecula saeculorum, che il latino rende meglio l’idea), ci ha messo l’umanità.bimbe

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Giochereste a tennis con uno Stradivari, usandolo come racchetta? Non credo: forse l’avreste già messo su E-Bay o affidato a una casa d’aste (so che fra i followers di questo blog ci sono quanti ci risolverebbero il problema della pensione) e sicuramente tutti ne saprebbero stimare il valore, riconoscendo che la fragilità dello strumento richiederebbe mille cure e attenzioni.

Per gli umani questo non vale, no, ma guarda che stranezza. (more…)

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Se ciò che un tempo si chiamava “soldato di ventura”, e poi “mercenario”, infine “contractor”; se una “etera” diventa una “cortigiana” e oggi una “escort”; se una “guerra coloniale” diventa “escalation imperialistica” e in seguito “missione di pace”; se uno “storpio” diventa un “handicappato” e poi un “disabile” e attualmente un “diversamente abile”; se le parole cambiano è per dare l’impressione che la parte di realtà che non vuole saperne di cambiare abbia un sussulto di vanità. Perché spesso c’è bisogno autentico e indifferibile di cambiamento, e ci illudiamo che utilizzare un eufemismo sia sufficiente per esorcizzare l’immobilità, l’incapacità di mutare l’immutabile. (more…)

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Può forse sorprendere, ma il potere dei sondaggi non consiste soltanto nel registrare il consenso, bensì nel crearlo a sua volta. (more…)

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Cosa poter dire ancora su Giorgio Gaber, dopo che i mezzi di informazione hanno fatto a gara nel riproporci ogni sua opera, ogni dettaglio, proponendoci caleidoscopi di canzoni e interviste e apporti biografici e quadretti familiari: che si può dire di più? gaber

Certo anche nelle rassegne più complete vi è sempre un non detto, perché quando un’anima è grande è fatta per sfuggirci, per non farsi mettere a terra, per continuare a volare: è un uccello che non si posa mai, perché se lo facesse si esporrebbe al cacciatore. (more…)

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Si sono svolte sotto l’attenzione pelosissima dei Media le esequie a Prospero Gallinari, brigatista che partecipò al sequestro Moro, con strazio di ogni libera informazione e schifo di ogni benpensante. Ma come? Mille persone, sotto la neve, al gelo, si sono recate in un paesino emiliano per accompagnare alla tomba un uomo da non nominare, le cui imprese sono da esecrare e sul quale si pretende soltanto il silenzio e l’oblio, l’arcimeritata damnatio memoriae? (more…)

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