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	<title>il Blog di Daniele Barbieri &#38; altr*</title>
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	<description>&#34;Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo&#34; (Marge Piercy)</description>
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		<title>Italiani voltagabbana?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 18:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nota: ho scritto il pezzo che segue prima dell’esplosione del movimento dei forconi. Lo ripropongo introducendo pochi e piccolissimi ritocchi. Ognuno giudichi se è valsa la pena conservarlo fino a oggi. Non mi chiedete però il numero dal quale ho preso spunto. Non lo ricordo più. Giusta punizione per i distratti disordinati che dislocano l’attenzione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7279&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Nota: ho scritto il pezzo che segue prima dell’esplosione del movimento dei forconi. Lo ripropongo introducendo pochi e piccolissimi ritocchi. Ognuno giudichi se è valsa la pena conservarlo fino a oggi.</p></blockquote>
<p><span id="more-7279"></span><br />
Non mi chiedete però il numero dal quale ho preso spunto. Non lo ricordo più. Giusta punizione per i distratti disordinati che dislocano l’attenzione su dieci staffe.<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/travaglio.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/travaglio.jpg?w=300&#038;h=204" alt="" title="Marco Travaglio" width="300" height="204" class="alignleft size-medium wp-image-7281" /></a><br />
Leggo sulla prima pagina del “Fatto Quotidiano” Marco Travaglio che se la prende con un certo tipo di italiano colpevole di avere nei confronti del potere un atteggiamento volubile, da perfetto voltagabbana. Temo che questa volta il giornalista del Fatto Quotidiano e di Servizio Pubblico, in genere brillante e spesso condivisibile, in questa occasione si sia lasciato fuorviare dal combinato disposto di una analogia (le analogie sono spesso traditrici) e di un luogo comune. L’analogia con gli osanna del recente passato e il luogo comune degli italiani osannanti sotto i balconi dei vincitori e pronti a appiccare per i piedi gli sconfitti.<br />
In tutti i paesi vi sono strati consistenti di popolazione facilmente strumentalizzabili dai demagoghi, strati pronti a rivoltarsi quando la realtà finisce con il leggere il bluff sul quale si basano le seduzioni degli uomini della provvidenza. Non c’è nulla di strano in questo, nulla da stigmatizzare: al massimo sottolineare l’estrema ingenuità di chi ha voluto credere nell’incredibile; ma fino a un certo punto è ammissibile enfatizzare la sottolineatura. Gli uomini tutti (non solo gli italiani) sono spinti da molteplici istituzioni e dalla stessa condizione reale a fare propria la forma mentale adatta a produrre questa apertura di credulità.  Lo sono dalla religione, dalla scuola, dalla stessa famiglia… educati a volte dallo stesso interesse che scaturisce dalla condizione materiale che vivono: nulla di cui meravigliarsi, allora, nulla di che recriminare. Su questo tema anzi si è ricamato sin troppo. Specialmente in Italia, dove il il predominio della Chiesa di Roma, con il suo accentuato fideismo religioso, ha reso più forte e più visibile la tendenza. È giunto il momento di caldeggiare l’opportunità di non insistere su tali banalità fuorvianti, le quali ostacolano la comprensione e impediscono di individuare le misure da prendere.<br />
Inutile ricorrere a analogie storiche e fare sfoggio di malumori. Quel che è utile invece è individuare le caratteristiche della particolare congiuntura che stiamo attraversando.<br />
Anzitutto a me sembra perfettamente naturale l’entusiasmo che ha circondato, e circonda, l’operazione Monti. Non se ne poteva proprio più del governo Berlusconi. Di lui e del personale impolitico (persone arroganti, aggressive, avide, menzognere e succubi del capo) da cui si era circondato. Naturale quindi che un forte alleluia si sia sollevato subito dopo le dimissioni di quell’infausta compagine governativa. Alleluia rafforzati dalla constatazione dell’assoluta diversità di stile dei nuovi rispetto ai predecessori, tra i quali aprire un contenzioso con la giustizia sembrava un viatico, una raccomandazione, una garanzia, non un impedimento per essere ammesso a gestire la cosa pubblica. La sobrietà dell’uomo e la serietà del professionista hanno inoltre indotto le persone a prendere forse un po’ troppo sul serio gli slogan con i quali il nuovo Primo Ministro si era presentato: rigore, equità, crescita. Come non esaltarsi allora? Io stesso che pure ho sollevato dubbi ben prima dell’insediamento ho dovuto ricorrere a petizioni di principio per articolare questi dubbi. Esempio: il suo essere un tecnico, mai i tecnici essendo al servizio delle masse; ed essere palesemente di destra; l’esistenza di oscure forze politiche che avevano manovrato per il suo avvento ecc. ecc. (Noto di passaggio che queste forze sono le medesime che domani, in assenza di una seria opposizione di massa, non riuscisse  a Monti o chi per quest’ultimo, a domare le masse, non esiterebbe un istante a ritentare l’avventura nazista. Con nuovi nomi, nuove forme, ma quello si arriverà se non si riuscirà a smascherare il ruolo reazionario svolto da quasi tutte le organizzazioni presenti, PD incluso).<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/il-fatto-quotidiano-logo.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/il-fatto-quotidiano-logo.jpg?w=300&#038;h=116" alt="" title="il-fatto-quotidiano-logo" width="300" height="116" class="alignright size-medium wp-image-7282" /></a>Dunque, un’apertura di credito. Dopodiché però arrivano le solite stangate. Arrivano le bastonate sui soliti gropponi, risparmiando quelle dei soliti ricconi. Lasciando indenne Sua Maestà la Finanza, Sua Maestà il capitale, La Santa Chiesa, I Santi Evasori, le Sacratissime Spese Militari. Manco a parlare poi di rovistare tra gli sprechi. Come dire, gettare un’occhiata nei clienti e nei patron dei politici.<br />
Contro una tale sfacciata riproposizione dei sacrifici a senso unico, unita alla solita beffa dei due tempi, nei quali il secondo non arriva mai (son qui per augurarmi il contrario: che arrivi una patrimoniale seria, il dimezzamento del costo della politica e delle spese militari, la guerra ai grandi evasori ecc.), non è sorprendente che si sia levata la protesta di tanti. Non sorprendente che l’immagine di Monti, agli occhi di strati consistenti di popolazione, si sia rapidamente appannata. E si notino i segni di una ancora embrionale offensiva di massa. Non segno di ritardo, dunque, di opportunismo o dabbenaggine. Anzi è segno positivo di intelligenza, di una reattività che fa sperare bene.<br />
Segno che la misura è colma. Che basterà un niente se non si fa niente per abbassare la tensione, a vedere il vaso traboccare.<br />
					Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/danielebarbieri.wordpress.com/7279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/danielebarbieri.wordpress.com/7279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/danielebarbieri.wordpress.com/7279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/danielebarbieri.wordpress.com/7279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/danielebarbieri.wordpress.com/7279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/danielebarbieri.wordpress.com/7279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/danielebarbieri.wordpress.com/7279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/danielebarbieri.wordpress.com/7279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/danielebarbieri.wordpress.com/7279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/danielebarbieri.wordpress.com/7279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/danielebarbieri.wordpress.com/7279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/danielebarbieri.wordpress.com/7279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/danielebarbieri.wordpress.com/7279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/danielebarbieri.wordpress.com/7279/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7279&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Monti? Rischia di non durare</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rischia di non durare Neppure l’uomo più avvertito può giurare sul proprio destino. Poiché esistono snodi e bivi e obblighi e contraddizioni ai quali non gli è dato sottrarsi; anzitutto non è dato sottrarsi a se stessi, a ciò che si è, o meglio a ciò che ognuno ha contribuito a diventare. Prendiamo il caso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7274&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Rischia di non durare<br />
Neppure l’uomo più avvertito può giurare sul proprio destino. Poiché esistono snodi e bivi e obblighi e contraddizioni ai quali non gli è dato sottrarsi; anzitutto non è dato sottrarsi a se stessi, a ciò che si è, o meglio a ciò che ognuno ha contribuito a diventare.<br />
Prendiamo il caso del nuovo Primo Ministro, Professor Monti (io avrei detto Signor Monti, ma so che molti preferiscono la diminuzione del titolo professionale, e mi adeguo).</p></blockquote>
<p><span id="more-7274"></span> Nato per rimettere in piedi l’Italia ed imprimere un nuovo corso alla politica italiana, perciò nato per durare, a neppure tre mesi dall’insediamento mostra i primi segni di usura. Pur essendo partito col piede giusto (slogan: rigore, equità, crescita); pur avendo avuto il compito facilitato dal sostegno dei poteri immensi che stanno dietro l’attuale destra mondiale e dall’appoggio esplicito dello stesso Presidente della Repubblica, unico uomo politico italiano a non essersi completamente discreditato, si sta incagliando negli scogli della dissennata torchiatura a cui ha sottoposto i meno abbienti<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/01/mario-monti-111113120520_medium.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/01/mario-monti-111113120520_medium.jpg?w=300&#038;h=211" alt="" title="mario-monti-111113120520_medium" width="300" height="211" class="alignleft size-medium wp-image-7275" /></a><br />
Non perché lo voglia (il discredito, intendo; perché la torchiatura, essendo uomo di destra, è parte della sua vocazione, di cio che nella vita ha scelto di vedere, dopo aver scelto di non vedere); ma perché discreditato dalle ragioni stesse che lo hanno sollevato alla dignità di Primo Ministro, incarico fin’ora esercitato dai predecessori, specialmente l’ultimo, molto indegnamente: infliggere una sconfitta storica alle masse popolari, obiettivo di fondo della borghesia mondiale. Dovendo scontare, tra l’altro, la diffidenza enorme accumulatasi negli ultimi venti anni nei confronti  del personale politico. La gente sta lì, con il fucile puntato, disposta a concedere tempo al nuovo governo, non a concedergli franchigia alcuna sui provvedimenti che porrà in essere.<br />
Il problema è che se ottempera a questo incarico con i tempi e nei modi che si è dato (e gli sono stati affidati), nella congiuntura politica in cui si trova a agire, rischia di andare dritto incontro al fallimento. Con complicazioni delle quali non è dato precisare la natura, ma che comporteranno sommovimenti grandissimi.<br />
La contraddizione che pesa sul futuro del governo Monti potrebbe essere attenuata e in prospettiva superata dall’attivazione dell’intelligenza politica della compagine governativa. Della sua specifica intelligenza, non certo della mia o quella che ritengo essere dei lettori, che si muove su altri piani, altre logiche. Intendo l’intelligenza di un uomo di destra incaricato di realizzare un programma di destra, all’interno di una decente prospettiva di destra, che richiede le sue specifiche modalità di applicazione per passare indenne sotto le forche caudine del predecessore. Modalità della quali non sembra Monti abbia adeguatamente esaminato e approfondito. Alcuni dei provvedimenti che ha la responsabilità di attuare o li assume subito, ora, nella fase in cui sarebbe rovinoso per il PDL “staccare la spina”; oppure, passato il più dello sdegno di massa nei confronti di Berlusconi, con gli errori del nuovo Primo Ministro che fanno dimenticare quelli del vecchio, diventerà molto difficile assumerli.<br />
Per convincersene basterà esaminare le manovre finora portate a compimento nell’ottica appena enunciata. In essa è incluso tutto l’ammissibile per il Signore dell’Immobilismo, ex “Premier”, Cavalier Berlusconi e nulla invece di ciò che potrebbe spiacergli. E quello che gli spiace non sono altro che i contenuti essenziali che potrebbero salvare l’anima della moderatissima sinistra parlamentare. Con questa manovra Monti infatti ha badato a coprirsi a destra, consapevole che dalla destra vengono i pericoli immediati per lui. Dalla destra, che ha fatto subito comprendere i limiti che non dovevano essere superati, pena il passaggio del PDL all’opposizione; al contrario della “sinistra” che, lo ha fatto ampiamente capire, difficilmente gli farà mancare l’appoggio. Per tacitare quest’ultima appare evidente che basterà apporre qualche ritocco alla manovra, ritocchi probabilmente già previsti e gli ineffabili  sodali di Bersani (una seconda “B” fatale) ingoieranno il rospo e, ancora una volta, si allontaneranno da una vittoria elettorale che sembrava cosa fatta.<br />
Stante la situazione, con Berlusconi che ricatta e Bersani che garantisce, nessuna sorpresa se le manovre abbiano assunto il carattere che ha assunto. Non si da molto retta a chi non costituisce un pericolo, esperienza che tre anni fa ha portato all’evaporazione della “sinistra radicale” (cioè la sinistra comunista) e oggi probabilmente alla disgregazione di quella moderata; mentre se ne da moltissima a chi invece fa immediatamente capire che basterà un niente per indurlo a fingere di essersi fatto saltare i nervi. D’altronde per il PDL è preferibile una sconfitta oggi che un completo disastro domani. Disastro che maturerebbe inevitabilmente se l’attuale governo osasse completare il suo compito mettendo mano alla tanto aborrita riforma elettorale, a una patrimoniale seria, un serio attacco alla corruzione e all’evasione, un ridimensionamento delle spese militari e alla fine delle esenzione della Chiesa di Roma (vi sono altri provvedimenti che possono far uscire l’Italia dalle strettoie del debito, espongo solo quelli più citati)<br />
Non a caso è bastata una telefona di Berlusconi a Monti (così si dice) per indurlo a cancellare dal testo elaborato il già previsto aumento delle aliquote IRPEF.<br />
Il problema che si pone a questo punto è come continuare nell’opera di risanamento, considerato che da ora in poi ogni possibile iniziativa del governo riguarderà proprio ciò che più spiace al riottosissimo Berlusconi. Monti dunque e vicinissimo a ritrovarsi in un vicolo cieco. Perché o va a uno scontro diretto con la destra, segnando in questo modo la sua fine; oppure dovrà rinunciare agli aspetti più qualificanti del programma, il che lo indebolirà esponendolo alle possibili impazienze e cinici calcoli elettori del PDL.<br />
Certo, è ancor in tempo a provvedere. Oggi. Domani. Affrettandosi a inserire subito i bocconi indigesti nella manovra, obbligando la parte che lo tiene sotto tiro a votarli. Ma, ripeto, oggi, forse anche domani. Dopodomani già potrebbe risultare impossibile.<br />
Riuscirà Monti a superare la propria visione “tecnica” delle cose per accedere a una più alta e per lui proficua visione da statista?<br />
Io propenderei per il no. Non saprei però vaticinare quanto durerà e le circostanze che lo porteranno alla caduta. Le masse popolari intanto, avendo perduto con le speranze anche le illusioni, iniza a muoversi. La risposta è quella di sempre: parlare d’altro, lamentare le “strumentalizzazioni” (sai che può fregargliene a un affamato), la repressione, sotto i più svariati pretesti, degli oppositori. Mi domando allora, per domandarlo a tutti, se di rispetto della legge si deve parlare, perché cominciare da quelli della Val di Susa, lasciando che tutto il resto proceda indisturbato?<br />
No, perché il problema non è dell’intelligenza maggiore o minore di chi i potenti chiamano a governarci. Ma del come imbrigliare la volontà di questi potenti nell’interesso stesso del sistema nel suo complesso. Non vedo uomini di questa tempra all’orizzonte. Vedo piuttosto segni di tempesta, una disponibilità nuova delle masse a passare all’azione.<br />
Ma prive di guida come sono, fin dove possono arrivare?<br />
					Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/danielebarbieri.wordpress.com/7274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/danielebarbieri.wordpress.com/7274/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/danielebarbieri.wordpress.com/7274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/danielebarbieri.wordpress.com/7274/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/danielebarbieri.wordpress.com/7274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/danielebarbieri.wordpress.com/7274/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/danielebarbieri.wordpress.com/7274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/danielebarbieri.wordpress.com/7274/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/danielebarbieri.wordpress.com/7274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/danielebarbieri.wordpress.com/7274/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/danielebarbieri.wordpress.com/7274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/danielebarbieri.wordpress.com/7274/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/danielebarbieri.wordpress.com/7274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/danielebarbieri.wordpress.com/7274/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7274&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>S’i fossi foco</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 06:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Propongo per la delizia di tutti un famosissimo sonetto di Cecco Angiolieri. Modificato per scherzo, per ridere, ma ognuno potrà valutare la modifica come meglio gradisce. Per farmi perdonare aggiungo il link della versione che ne ha dato Fabrizio de André, una garanzia. &#8212;- http://www.youtube.com/watch?v=KTGAgIkgIY8 È possibile ascoltare la canzone anche al successivo indirizzo, dove [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7267&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Propongo per la delizia di tutti un famosissimo sonetto di Cecco Angiolieri. Modificato per scherzo, per ridere, ma ognuno potrà valutare la modifica come meglio gradisce.<br />
Per farmi perdonare aggiungo il link della versione che ne ha dato Fabrizio de André, una garanzia.</p></blockquote>
<p>&#8212;-<br />
<span id="more-7267"></span><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=KTGAgIkgIY8">http://www.youtube.com/watch?v=KTGAgIkgIY8</a><br />
È possibile ascoltare la canzone anche al successivo indirizzo, dove è data senza introduzione e commento alcuno.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=sORi7EH-2Jk&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=sORi7EH-2Jk&amp;feature=related</a><br />
Seguono il testo apocrifo e alcune brevi note biografiche sul poeta.<br />
Mauro Antonio Miglieruolo<br />
&#8212;-<br />
S’I FOSSI FOCO<br />
Di Cecco Angiolieri<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/img61.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7270" title="img61" src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/img61.jpg?w=203&#038;h=300" alt="" width="203" height="300" /></a><br />
S&#8217;i fosse fuoco, arderei &#8216;l mondo;<br />
s&#8217;i fosse vento, lo tempestarei;<br />
s&#8217;i fosse acqua, i&#8217; l&#8217;annegherei;<br />
s&#8217;i fosse Dio, mandereil&#8217; en profondo;</p>
<p>s&#8217;i fosse papa, allor serei giocondo,<br />
ché tutti cristiani imbrigarei;<br />
s&#8217;i fosse &#8216;mperator, ben ordinerei<br />
tagliarme lo capo a tondo a tondo.</p>
<p>S&#8217;i fosse morte, andarei a mi&#8217; padre;<br />
s&#8217;i fosse vita, non starei con lui;<br />
similemente faria da mi&#8217; madre.</p>
<p>Si fosse Miglieruol com&#8217;i&#8217; sono e fui,<br />
torrei le donne giovani e leggiadre:<br />
e vecchie e laide lasserei altrui.<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/2679611968_f8ab74f1cc.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7271" title="2679611968_f8ab74f1cc" src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/2679611968_f8ab74f1cc.jpg?w=300&#038;h=291" alt="" width="300" height="291" /></a></p>
<p>Cecco Angiolieri nasce a Siena attorno al 1260, da una ricca famiglia di banchieri; si hanno poche notizie sulla sua vita, che comunque fu piuttosto movimentata e violenta.<br />
Sua madre fu monna Lisa de&#8217; Salimbeni, appartenente dunque a una delle più nobili, cospicue e potenti famiglie del Comune; suo padre Angioliero, a sua volta figlio di quell&#8217;Angioliero detto Solàfica (cioè Serafica) che fu per alcuni anni banchiere di Gregorio IX, era fra le personalità più in vista della vita politica ed economica di Siena. Entrambi entrarono nell&#8217;ordine dei Cavalieri di Santa Maria (indicati poi col satirico nome di Frati Gaudenti), del quale potevano far parte anche i coniugati.<br />
In un ambiente così fatto Cecco crebbe e si formò secondo i modi d&#8217;allora e volto a impossessarsi della cultura vigente (in particolar modo le arti del trivio e del quadrivio), come rivela e documenta la sua produzione poetica. Milita come alleato dei Fiorentini contro Arezzo nel 1288, e qui probabilmente conosce Dante, che sfida a una tenzone di sonetti. Nel 1281 era fra i senesi che militavano contro i ghibellini asserragliati nel castello di Turri di Maremma, e fu più di una volta multato per essersi allontanato dal campo senza la dovuta licenza. Lo troviamo ancora colpito da multe in città l&#8217;anno successivo (1282), ed esattamente l&#8217;11 luglio, per essere stato trovato ancora in giro di notte dopo il terzo suono della campana del Comune. Altra multa gli fu comminata nel 1291 in circostanze analoghe.<br />
Sono questi gli anni ai quali risale pressoché per intero la sua produzione poetica, almeno quella che ci è pervenuta. Dovrebbe esser questo anche il periodo in cui un oscuro rimatore, un certo Simone, si volge a lui come a maestro (son. 112) e in cui fiorisce l&#8217;amicizia (che poi doveva dimostrarsi assurda) con Dante Alighieri. Non è improbabile che i due si fossero conosciuti anche di persona in occasione della guerra contro Arezzo, anzi documento probante ne potrebbe essere il son. 109 (Lassar vo&#8217; lo trovare di Becchina), inviato da Cecco a Dante fra il 1289 e il 1294, nel quale si parla d&#8217;un vanesio e vile &#8221; mariscalco &#8221; certamente noto a entrambi e di entrambi oggetto di riso (Amerigo di Narbona, anch&#8217;egli fra i combattenti della guerra d&#8217;Arezzo). Anteriore al 1293-1294 sarà anche da tenere il secondo episodio di questa amicizia (son. 110), riguardante certe troppo sottili e compiaciute accuse di incoerenza rivolte da Cecco al sonetto dantesco Oltre la spera prima che questo fosse incluso nell&#8217;ordito della Vita Nuova (al cap. XLI); mentre il terzo episodio, che denuncia inequivocabilmente la violenta frattura fra i due e che è documentato dal son. 111 (Dante Alighier, s&#8217;i&#8217; so&#8217; bon begolardo) nella sua tessitura prorompente di sarcastiche contumelie, va fissato al 1303-1304, come risulta dal v. 8: &#8220;S&#8217;eo so&#8217; fatto romano, e tu lombardo &#8220;. Si allude certo qui al primo esilio di Dante a Verona presso Bartolomeo della Scala (&#8220;e tu lombardo&#8221;); ma se ne ricava analoga notizia per Cecco, che doveva essere esule a Roma (o s&#8217;eo so&#8217; fatto romano), dov&#8217;egli secondo una notizia di Celso Cittadini, per altro poco attendibile, sarebbe dimorato in casa del cardinale senese Riccardo Petroni. Purtroppo non ci sono giunti i tre sonetti che Dante verosimilmente avrà scritti in tenzone con quelli ora ricordati dell&#8217;Angiolieri. Anche un&#8217;altra volta Cecco fu lontano da Siena, e probabilmente per ragioni politiche, dacché egli, per indicare il desiderio di ritornarvi, usa la parola &#8221; ribandito &#8220;, termine tecnico per significare il richiamo in città di chi ne era stato bandito: &#8220;,s&#8217;i&#8217; veggia &#8216;i dì sia &#8216;n Siena ribandito&#8221; (son. 32, 2); ma nulla di più se ne sa. Intanto nel 1302 l&#8217;Angiolieri vendeva a un tal Neri Perini del popolo di Sant&#8217;Andrea una sua vigna per settecento lire; ed è <a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/cecco-angiolieri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7272" title="CECCO ANGIOLIERI" src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/cecco-angiolieri.jpg?w=300&#038;h=283" alt="" width="300" height="283" /></a>questo l&#8217;ultimo documento d&#8217;archivio nel quale Cecco è nominato ancor vivo, perché nel successivo documento che lo riguarda e che è del 25 febbraio del 1313, egli compare come già morto. In esso i numerosi figli di lui, che dunque si era sposato e aveva messo su famiglia, Meo, Deo, Angioliero, Arbolina e Sinione (un&#8217;altra figlia, Tessa, era già emancipata), rifiutano l&#8217;eredità paterna perché eccessivamente gravata di debiti. Se ne deduce che l&#8217;Agiolieri doveva esser morto poco innanzi.<br />
Uomo frivolo e spensierato, disordinato e dissipatore, ebbe come ideale di vita tre cose solamente, la donna, la taverna e il dado (sono parole dello stesso Angiolieri); tuttavia ci ha lasciato un ricco canzoniere, dal quale risalta moltissimo anche il suo romanticismo di vita nell&#8217;amore per una Becchina, figlia di un cuoiaio. Nelle sue rime frequente è il motivo dell&#8217;odio verso i suoi genitori, velato da un profondo senso di malinconia. Cecco è sicuramente il più noto, e forse anche il più efficace, felice e fortunato rappresentante fra il Due e Trecento di quel genere di poesia, alla quale, con accezione rigorosamente scientifica, dovrebbe essere attribuita la denominazione di giocosa, o più comprensivamente di comico-giocosa, conforme alla mentalità retorica dell&#8217;ultimo Medioevo e all&#8217;insegnamento delle Poetrie. Una poesia cioè d&#8217;argomento e di linguaggio realisticamente quotidiano e dialettale (&#8221; comico &#8220;) in toni scherzosi e burleschi (&#8221; giocoso &#8220;; di sernio iocosus, di materia iocosa discettavano i trattati di retorica). Siffatta poesia, pur nei suoi modi e aspetti municipalistici, non è soltanto comunale e toscana, ma, configurata tecnicamente com&#8217;essa era e cristallizzata scolasticamente, ricopre tutto il territorio delle letterature romanze, dal francese Rustebeuf allo spagnolo Bernardo Ruiz, dai Carmina burana a tanti aspetti dei Fabliaux, delle Fratasies, delle Cantigas d&#8217;escarnho et de maldizer, ecc. fìno a certe punte addirittura della poesia provenzale. Essa rappresenta il fastidio e la sazietà dei modi aulici assai poveri del senso e del gusto della realtà; si richiama alla vivace varietà della vita in contrapposizione.<br />
Più che autentica poesia, la critica moderna scorge nell&#8217;Angiolieri arte, genialità, brio, sbrigliata caricatura.<br />
&#8212;-<br />
Le Opere<br />
Le Rime. Raccolta, ordinata, dei componimenti poetici che Angiolieri scrive nel corso della sua vita e che sono legati alle varie esperienze di vita del poeta.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/danielebarbieri.wordpress.com/7267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/danielebarbieri.wordpress.com/7267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/danielebarbieri.wordpress.com/7267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/danielebarbieri.wordpress.com/7267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/danielebarbieri.wordpress.com/7267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/danielebarbieri.wordpress.com/7267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/danielebarbieri.wordpress.com/7267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/danielebarbieri.wordpress.com/7267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/danielebarbieri.wordpress.com/7267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/danielebarbieri.wordpress.com/7267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/danielebarbieri.wordpress.com/7267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/danielebarbieri.wordpress.com/7267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/danielebarbieri.wordpress.com/7267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/danielebarbieri.wordpress.com/7267/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7267&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Racconto cavalleresco, capitolo 4</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 18:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DB</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Kike Anno del signore 2012 So chic Che eleganza ( Dal Cap. I Plinio, leccando l’ultima parte del gelato-microfono, lasciò cadere distrattamente il microfono stesso dal grande pennone . . .) Con la sua più totale non curanza per le persone a lui sottomesse prese a scendere i gradini della scala a girella del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7313&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Kike</strong></p>
<p>Anno del signore 2012<br />
So chic<br />
Che eleganza</p>
<p>( Dal Cap. I<br />
Plinio, leccando l’ultima parte del gelato-microfono, lasciò cadere distrattamente il microfono stesso dal grande pennone . . .)</p>
<p>Con la sua più totale non curanza per le persone a lui sottomesse prese<span id="more-7313"></span> a scendere i gradini della scala a girella del grande pennone. La scena vista attraverso gli occhi virginei della stagista Piera Pieri lo vede, il Plinio, vestito di un cappottino blu, molto chic, una sciarpa di seta bianca e un bel paio di scarpe di vero cuoio-cuoio, opera di un artigiano di Prato.<br />
Tutto in Plinio è musicale.<br />
Annotta la Signorina Pieri sul suo diario quel fantastico suono di scarpe a battere veloce sul ferro della scaletta.<br />
Un tìn tìn tìn tìn tìn tìn tìn tìn alternato a uno slapsh, dovuto allo scivolone che avveniva spesso, quando cioè l’umidità dell’aria superava il 74%, rendendo così il metallo della scala scivoloso per la suola di solo cuoio-cuoio.<br />
Plinio, seconda la famigerata e veritiera legge che vuole che l’erba cattiva non muore mai, presto si rialzava, imprecando contro la manutenzione della scala stessa da parte di quella marmaglia che lo seguiva e che nella fabbrica lavorava.<br />
Il Guidi dispiaciuto per lo slapsh fragoroso che poteva avvenire ed avveniva nelle giornate umide-umide si prodigava, carico di cartelle e borse del suo capo-mentore, a pulirgli e ad asciugargli le terga.<br />
Il Plinio allora si girava con quel fare da uomo carismatico ed intoccabile quale era, fulminandolo ed umiliandolo con il solo sguardo, suscitando nello stuolo di segretarie e in Piera, ultimo arrivo tra quelle galline, un moto emotivo degno di un … di un condottiero incurante della sua persona e proiettato verso quell’ignoto futuro ricco di avventure.<br />
Ebbene sì, Piera sognava attraverso gli occhi di Plinio e Plinio questo lo sentiva, da squalo quale era.<br />
Era pur sempre l’uomo del conte, il conte Cosmo Vangaglia.<br />
All’umidità del clima quindi si aggiungeva quella indotta, occhi lucidi da emozione.<br />
Il Guidi impacciato, sudaticcio, con le scarpe in gomma e carico come un mulo ne risultava poverino succube. Non solo nella realtà ma anche nell’immaginario.<br />
Poverino è quello che pensava la sua fidanzata Patrizia, con cui Guido aveva intrapreso una relazione duratura giusto un’ anno prima dell’assunzione dello stesso alla Vangaglia Spa, nello stabilimento di Ravenna.<br />
Lei, Patrizia, lo stava perdendo via via per colpa di Plinio che se lo portava ovunque per via del contratto capestro che il fidanzato stipulò per rispettare le scadenze del fido aperto con la banca e pagarsi la casa da loro acquistata nella tranquilla Marina Romea.<br />
Il contratto da Guido stipulato era ben retribuito ma verteva sull’incognita V di Vangaglia che Plinio usava a suo piacere secondo i momenti. L’equazione contratto infatti era:</p>
<p>a : B* = t* : V<br />
a: Guido Guidi<br />
B: Plinio<br />
t: tempo<br />
V: variabile Vangaglia</p>
<p>* In questa particolare equazione-contratto B e t coincidono</p>
<p>Lei, avrebbe voluto che Guido si vestisse in modo congeniale alla sua corporatura, ma il Plinio voleva che tutti, nessuno escluso, vestissero abiti della Vangaglia.<br />
Per questo a seconda dei reparti, delle mansioni e non per ultimo per la fedeltà alla ditta, che era anche un impero (ricordiamo infatti che all’ingresso dello stabilimento, che si perdeva all’orizzonte toccando cielo, aria e acqua contaminandoli in un solo colpo con uno spurgo, era affisso il cartello CONTEA DI VANGAGLIA &#8212;- ATTENZIONE A VOI CHE ENTRATE), c’erano capi di abbigliamento griffati Allegra Serena Vangaglia.</p>
<p>Un attimo di pausa</p>
<p>Allegra Serena Vangaglia era la più famosa stilista dell’impero, della contea.<br />
Allegra Serena, ora trentenne, mostrò subito il suo talento artistico sin dall’infanzia facendo del taglia&amp;cuci con gli abiti dei collaboratori domestici presenti nella dimora dove lei crebbe.<br />
Frequentò poi la Luiss Vuitton School di Neeandherthal in Olanda dove oltre al normale corso di arte, intrattenimento, svago, flirt e viaggi poteva giocherellare con fiori e piante, anche spiritose, e esercitarsi alla pesca del nordico, che non puzza e non suda.<br />
Per poi a maturità raggiunta, tornare sulle rive del Mare Nostrum (il Mar Mediterraneo alias Mar Adriatico alias Mar Milano Marittima), come diceva nonno Cosmo Vangaglia, e mostrare la sua pelle candida e profumata al profumo dei mille fiori facendo girare la testa ai fortunati con cui si divertiva a giocare.<br />
Indelebile rimase la visita alla fabbrica, mai più replicata, di Allegra Serena, nell’anno del Signore 2000.<br />
Era estate, un giugno caldissimo e l’umidità era talmente alta che in fabbrica gocce d’acqua si formavano all’interno dei capannoni.<br />
Si presentò anche il fenomeno del tutto-si-alza, cioè dal basso via via andava su e ancora più su.<br />
Come l’acqua anche il resto come calore, pressione, umore … finché si presentò Allegra Serena accompagnata dal nonno Cosmo, dai fratelli William II, Lorenzo, Milàn e i piccoli Simone e Giacomo.<br />
Indossava un abito di sua creazione, molto leggero e trasparente e traspirante, di un color bianco-bianco. Le sue gambe bianche, belle e lunghe tagliavano letteralmente il piazzale come del resto i capannoni che il nonno le faceva visitare.<br />
Allegra Serena infatti era pronta alla sua primissima personale collezione e cercava una location, la fabbrica di famiglia dello stabilimento di Ravenna sembrava infatti perfetta,  per presentare le sue idee.<br />
Le  navi che ivi vi attraccavano, la banchina, lo sfondo molto hard del porto e la fabbrica con il suo grasso-unto ed il suo grigio-grigio predominante come, quei tantissimi ragazzi, uomini e vecchi che proprio lì all’interno di quell’impero lavoravano, erano per la diciottenne Allegra Serena una visione, una folgorazione . . .<br />
- ‘Na botta! – direbbe in volgare un marittimo.</p>
<p>(sospensione)</p>
<p>. . . così . . .</p>
<p>- Nonno come stai? Ciao nonno-nonno. Ti sto telefonando da Neeandherthal e stavo sfogliando una rivista e ti ho pensato e pensavo che sarebbe bellissimo venirti a trovare ora. Perché mi manchi e sento la tua distanza distante like a shape. I wanna go to U, nonno-nonno. Sei lì a Ravenna, nella splendida Ravenna? –<br />
- Amore mio, sì sono qui! – il nonno &#8211; Ci resterò un paio di giorni poi vado giù in Sicilia, a controllare i lavori poi di conseguenza in Ucraina e in Cina -.<br />
- Arriverò nel pomeriggio, prenderò l‘aereo tra poco se mi prometti che mi aspetterai per il pranzo, però!.<br />
Porterò anche un bulbo nuovo creato da me stanotte con delle amiche. Si chiama bulbo di Vang. È bellissimissimo ed è nero-nero che di notte si armonizza con la notte, … un tono su tono. C’è e non c’è … e a proposito di “C’è e non c’è” ti volevo proprio parlare di questo titolo. Come ti sembra? –<br />
- Per cosa amore? &#8211; il nonno.<br />
- Il titolo, come ti sembra? – Allegra Serena.<br />
- Allegra Serena?! Il titolo per quale occasione? – il nonno.<br />
- Non te l’ha detto la mamma?! … Io prima non te l’ho detto nonno-nonno?<br />
- No Allegra! – il nonno.<br />
- Che strano! Comunque ho avuto questa splendida idea. Sono pronta nonno! Non sei contento nonno?!nÈ arrivato il mio momento! Non credi nonno?! . . . -.<br />
- Allegra?!! – il nonno Cosmo.<br />
- “C’è e non c’è” la collezione arte &amp; moda di Allegra Serena Vangaglia.<br />
- Ho pensato di farl a Ravenna . . .- .</p>
<p>Come una novella Cappuccetto Rosso, Allegra Serena salì sul suo aereo di famiglia e volò dal nonno a Ravenna.<br />
Allegra Serena, accompagnata da nonno Cosmo, visitò la fabbrica provocando, causa anche il contemporaneo fenomeno del tutto-si-alza, quattro incidenti mortali e sette guaribili in breve tempo, con conseguente interruzione dei lavori all’interno dello stabilimento di un intero turno.<br />
Questo provocò altresì uno sciopero sindacale di un’ora per turno.<br />
Ora dedita alla sensibilizzazione del prossimo alle distrazioni in ambito lavorativo e al ripristino dei danni che quel tutto-si-alza provocò.<br />
Venne così ridotto il budget dell’evento mondano “C’è e non c’è”, presentato all’interno del Ravenna Festival del Mar&amp;Mosaici, del 32%.<br />
Inoltre le idee di scarto, insieme al materiale non utilizzato per la realizzazione dell’evento, furono usate dal reparto ricerca e sviluppo della Vangaglia Spa per creare una linea 4stagioni per l’operaio che in fabbrica deve lavorare duro-duro.<br />
Il catalogo presentato all’ora del thé in chiusura del Festival, nel porticciolo turistico di MarinaMarinata, vantava questi pezzi (pezzi con cui la Vangaglia Spa dotò ogni operaio):</p>
<p>- elmetto protettivo giallo play-mobile,<br />
- giubbetto ad alta visibilità arancio,<br />
- scarpe anti-infortunistica nere,<br />
- guanti di gomma anti pioggia di colore glou-blu,<br />
- guanti di gomma specifici di colore nero pneumatico,<br />
- guanti di cuoio da lavoro bianchi zebra,<br />
- un pantalone di cotone blu tuta da operaio,<br />
- un giacchetto di cotone blu tuta da operaio.<br />
- giaccone impermeabile ad alta visibilità (fuori catalogo)*.</p>
<p>*Acquistabile al negozio della fabbrica attraverso otto ore di straordinario o con otta punti vinci-campione raccolti con le consumazioni alle macchinette presenti all’interno dello stabilimento.</p>
<p><strong>UNA NOTA SUL CAVALIERE (e povero anche il cavallo, ah-beh, sì-beh)</strong><br />
Si prosegue? Ah, saperlo. (<em>db</em>)</p>
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		<title>Migranti, dopo il corpo l&#8217;Alma?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:01:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Mohamed Malih Non è apparsa nessuna stella all’orizzonte al momento della sua nascita, eppure c’è di che gridare al miracolo. Mai nella storia dei media si è visto tanto clamore per la nascita di un blog. Un blog composto per lo più da migranti, di tutte le generazioni. Anche se ufficialmente non ne possiamo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7303&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Mohamed Malih</strong><br />
Non è apparsa nessuna stella all’orizzonte al momento della sua nascita, eppure c’è di che gridare al miracolo. Mai nella storia dei media si è visto<span id="more-7303"></span> tanto clamore per la nascita di un blog. Un blog composto per lo più da migranti, di tutte le generazioni. Anche se ufficialmente non ne possiamo dichiarare più di due: prima e seconda generazione. I migranti di prima generazione sono quelli approdati in Italia praticamente subito dopo lo svezzamento. Mentre i secondi sono nati qua. In tutto disponiamo di due generazioni, non una di più. Per altre generazioni non c’è spazio: vige il numero chiuso. Inutile illuderle e condannarle a un futuro di stenti e clandestinità. Meglio dissuaderle dal venire al mondo.<br />
Proprio in queste ore, a tal proposito (approfittando di un momento di stanchezza dei leghisti) Beppe Grillo e Giovanni Sartori, presi da repentino furore senile, si sono  all’improvviso catapultati nell’agone mediatico brandendo alla cieca l’hashtag  (nota 1) dello jus soli. Mettendosi a cavillare anche loro su chi fra gli stranieri è idoneo ad avere la cittadinanza e chi no. La mia preoccupazione è che a qualcuno non venga in mente ora di indagare, in un eccesso di amor patrio, anche sul dove il malcapitato immigrato fosse stato concepito. Per poi magari decretare che solo i concepiti in acque internazionali potranno semmai fregiarsi della tanto ambita cittadinanza italiana.<br />
Ma jus soli o no, questo blog, appena nato, si sta conquistando un’ampia fetta di cittadinanza.<br />
Richieste di interviste come piovesse. Scatenate le emittenti radiofoniche. Comprese Caterpillar e Radio città del capo.<br />
Per firma di Vladimiro Polchi un articolo, un tantino concitato per la verità, su Repubblica.it. E scusate se è poco.<br />
Insomma come inizio, considerando anche le quasi 2000 (per ora) visite quotidiane non c’è male. Una partenza a razzo. Ma il collettivo tiene ben saldi i piedi per terra e non ha nessuna intenzione di farsi travolgere da cotanto successo.<br />
Anzi, per meglio gestire il futuro brillante che si prospetta, il collettivo intende dotarsi di un comitato redazionale.<br />
Per ora l’unica unanimità raggiunta in proposito è quella di metterne a capo il saggio del gruppo: Karim Metref. Mentre Igiaba Scego, per via della sua passione sfrenata per i microfoni, si è già saldamente piazzata a capo dell’ufficio stampa. Per altro, la sua approfondita e capillare conoscenza di tutte le radio minori di Tor Pignattara sta già regalando ampia visibilità all’intero collettivo. Ma la ragazza è tenace. E non mi sorprenderebbe vederla, in una fugace apparizione, sul palco di Sanremo ad annunciare, sotto lo sguardo benevolo di Gianni Morandi, anche da lì la nascita di A.L.M.A. blog.</p>
<pre><a href="http://collettivoalma.wordpress.com/">http://collettivoalma.wordpress.com/</a></pre>
<p><strong>NOTA 1</strong><br />
Se non siete “modernelli” ecco la spiegazione (Wipedia dixit). hashtag: parole o frasi precedute dal simbolo cancelletto (#) con più parole concatenate, come ad esempio: #realale è il mio genere preferito di #birra oppure ottimo #postrock questa sera con gli #eterea. In questo modo una persona può cercare il termine #realale e la parola etichettata apparirà nei risultati di ricerca. Questi hashtag appaiono anche in un certo numero di siti web di termini più trattati (trending topics), tra cui la homepage di Twitter.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/danielebarbieri.wordpress.com/7303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/danielebarbieri.wordpress.com/7303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/danielebarbieri.wordpress.com/7303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/danielebarbieri.wordpress.com/7303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/danielebarbieri.wordpress.com/7303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/danielebarbieri.wordpress.com/7303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/danielebarbieri.wordpress.com/7303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/danielebarbieri.wordpress.com/7303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/danielebarbieri.wordpress.com/7303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/danielebarbieri.wordpress.com/7303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/danielebarbieri.wordpress.com/7303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/danielebarbieri.wordpress.com/7303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/danielebarbieri.wordpress.com/7303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/danielebarbieri.wordpress.com/7303/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7303&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Notturno alieno</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 23:01:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[22 racconti fantanoir Mescolare science fiction e noir: esperimento interessante. Attenzione però: c&#8217;è differenza tra ambientare un racconto hard boiled in un&#8217;altra galassia e scrivere fantascienza con un ricco corredo di atmosfere e contenuti del noir. Così parlò Gian Filippo Pizzo, curatore di «Notturno alieno» (Bietti: 22 euri per 490 pagine con l&#8217;occhiello «22 racconti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7321&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">22 racconti fantanoir</span></span></strong></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Mescolare science fiction e noir: esperimento interessante. Attenzione però: c&#8217;è differenza tra ambientare un racconto hard boiled in un&#8217;altra galassia e scrivere fantascienza con un ricco corredo di atmosfere e contenuti del noir. Così<span id="more-7321"></span> parlò Gian Filippo Pizzo, curatore di «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Notturno alieno</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» (Bietti: 22 euri per 490 pagine con l&#8217;occhiello «22 racconti fantanoir») che per dimostrare l&#8217;assunto arruolò un bel po&#8217; di autori (e un po&#8217; meno autrici ma spero non per fanta-misoginia che ne gira fin troppa nel mondo reale).</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Risultati? Tento una panoramica. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Assai bravo Donato Altomare a portarci «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Lassù da qualche parte nel freddo buio</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» per proporre una storia d&#8217;amore e morte che forse abbiamo già conosciuto – il pensiero corre ad alcune vicende in «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Donne che corrono con i lupi</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» (di </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Clarissa Pinkola Estés</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">) &#8211; ma il grande spazio rende diversi gli umani e l&#8217;autore gioca su questo. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E&#8217; amor folle o forse scambio di anime (con un revolver in tasca) anche la storia di «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Ys e Armorica, Camelot e Lyonesse</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» che Claudio Asciuti narra con il minimo di punteggiatura possibile &#8211; quasi un record &#8211; e quasi il massimo di battiti (del cuore).</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Se odiate in modo particolare un aspirante leader di destra-centro-sinistra inviategli un&#8217;affettuosa lettera per invitarlo a leggere «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>L&#8217;uomo politico che morì due volte</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">». Lui non resisterà alla lusinga, si butterà sulle pagine e&#8230; se ne pentirà, specchiandosi nelle peripezie dell&#8217;E. B. inventato da Carlo Bordoni in una bella variante dei mondi (immondi … nel suo caso) alternativi.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Grazie alla longevità artificiale, il papa ha condotto il Vaticano «a un potere politico, militare e finanziario senza precedenti» nonché a bisticciare con i viaggi nel tempo: questo lo scenario proposto da Andrea Carlo Cappi in «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Nostra signora del cretaceo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» con un prete investigatore e un po&#8217; eretico che cerca la soluzione dei misteri nell&#8217;alto dei cieli e forse la troverà in cucina. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Inoculare virus alieni può essere la fanta-variante dell&#8217;invasione demoniaca o del «dybbuk» del folklore ebraico ma Walter Catalano complica assai la faccenda con i neuroni a specchio: ne esce il bel «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>La musa degli ultimi giorni</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» che forse si sarebbe giovato di un finale meno tenerone. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Il commento che mi è sgorgato dal cuore dopo aver letto «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Robin Hood</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» del duo Piero Cavallotti e Riccardo Rovinetti è «magari». Che un Cesare Bassi (o chi per lui) possa togliere ai ricchi per dare ai poveri &#8211; senza alcun spargimento di sangue ma con grandi effetti spettacolari – è da sempre uno dei miei sogni preferiti. I due son bravi a portare l&#8217;eroe di Sherwood in un tecno-futuro possibile.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Gioca con identità, specchi, cloni, memorie perdute Milena Debenedetti con «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Nei suoi panni</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» e fa centro. Chi ama le beffe terrà a lungo in mente l&#8217;immagine di quella pistola infilata nel collare di un cane.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Consapevolmente o no Domenico Gallo ha mirato al bersaglio grosso: riscrivere in chiave fanta-noir, sovversiva e anti-razzista una storia d&#8217;amore ormai mitica (a Roma si dice: quanno ce vò&#8230; ce vò) come «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Casablanca</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">»: c&#8217;è riuscito a pieno. Se il titolo «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Negras tormentas</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» non vi sollecita l&#8217;empatia riflettete sulla canzone finale: quando ci sono barricate non è saggio restare in mezzo.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Padri e madri ogni tanto sognano «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>La formula del figlio</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">»: leggere il bel racconto omonimo di Francesco Grasso – tra agguati, fantadroghe e poteri extrasensoriali &#8211; forse aiuta a capire dove sta il vero nodo.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Non fatevi distrarre dal sensazionale intrigo alla base di «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Nella città morente</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» di Domenico Mastrapasqua al punto da perdere l&#8217;esplicito attacco alla tv e l&#8217;implicito amore per il cinema. Gran ritmo ma (detto comunque con ammirazione) una storia così ricca doveva avere un finale “tu-mi-stupisci”. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Davvero chi vola nello spazio torna senza passioni? Felicemente dickiano (spero si intenda che è un gran complimento non accusa di plagio) «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Morte di un astronauta</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» di Gian Filippo Pizzo.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Un dichiarato omaggio a Dino Buzzati (con forse un pizzico di Bradbury e uno spruzzo di Sheckley, dunque salsa dolce-agra) è «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>La scomparsa di Manarola</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» di Pierfrancesco Prosperi.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E se certi viaggi nello spazio ridassero vigore alle religioni? E se l&#8217;esercito mettesse a punto «piccoli aerei con un rilevatore di infedeli»? E se la completezza degli esseri umani fosse nella vendetta? Quanto mai insolita la trama del «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Cuore di gomma</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» di Stefano Roffo e sorretta da un&#8217;adeguata scrittura.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New, monospace;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Metropoli volanti, sottomondi, nuovi clandestini e droidi, ma anche il geco meccanico &#8211; in «</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Frammenti di una città di plastica</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">» di Dario Tonani &#8211; mi hanno conquistato. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ben scritte ma meno adatte al mio fanta-palato invece le altre storie scritte da Cristiana Astori, Selene Ballerini, Sandro Battisti, Giovanni Burgio, Fernando Fazzari, Michele Piccolino, Franco Ricciardello e a quattro mani da Stefano Carducci e Alessandro Fambrini. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Stefano Di Marino nella sua prefazione prima scrive che «non esistono più giallo, noir, fantascienza, western, spy story» e 9 righe dopo che «non solo i generi sono felicemente approdati in Italia da decenni ma hanno forgiato una nuova generazione di autori che si permette di reinterpretare, inventare e pasticciare». Evviva la letteratura meticcia, conclude, e io concordo. Ma riprendo la sua metafora gastronomica per esprimere il dubbio che, in passato, grandi cuochi e cuoche badassero alle etichette e alle purezze: erano quasi tutti/e bastardi (in senso buono).</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Non sono poche 490 pagine per sconquassare i generi (e anche i suoceri, sarebbe la battuta successiva) o almeno mescolarli, come auspicava Pizzo, però essendo io poche amante delle nuove etichette che sostituiscono le vecchie preferisco lasciare ad altre/i di giudicare se l&#8217;operazione fanta-noir sia compiuta. Ci tengo invece a ribadire il piacere per aver trovato qui una dozzina (e più) di splendidi racconti.</span></span></p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/danielebarbieri.wordpress.com/7321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/danielebarbieri.wordpress.com/7321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/danielebarbieri.wordpress.com/7321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/danielebarbieri.wordpress.com/7321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/danielebarbieri.wordpress.com/7321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/danielebarbieri.wordpress.com/7321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/danielebarbieri.wordpress.com/7321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/danielebarbieri.wordpress.com/7321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/danielebarbieri.wordpress.com/7321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/danielebarbieri.wordpress.com/7321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/danielebarbieri.wordpress.com/7321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/danielebarbieri.wordpress.com/7321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/danielebarbieri.wordpress.com/7321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/danielebarbieri.wordpress.com/7321/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7321&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Racconto cavalleresco, capitolo 3</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 17:58:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Kike Anno del signore 2012 Re start Ri attacco (Dal Cap. 1. Il poeta urlò: &#8211; guerra!! – . . .) Tutti a quel grido, per un attimo sospesero quello che stavano facendo, poi ripresero il loro, chi, come gli avvocati ed i loro aiutanti, a guardar scartoffie, chi come il pubblico ministero a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7310&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Kike</strong></p>
<p>Anno del signore 2012<br />
Re start<br />
Ri attacco</p>
<p>(Dal Cap. 1.<br />
Il poeta urlò: &#8211; guerra!! – . . .)</p>
<p>Tutti a quel grido, per un attimo sospesero quello che stavano facendo,<span id="more-7310"></span> poi ripresero il loro, chi, come gli avvocati ed i loro aiutanti, a guardar scartoffie, chi come il pubblico ministero a guardar torvo l’unico imputato. I giurati invece restarono quello che erano, spersi come bicchieri di carta ad un compleanno di un bambino.<br />
- Toc – con suono risoluto e secco il giudice batteva il martello sul legno a richiamar il silenzio.</p>
<p>Il lavoro era organizzato e strutturato dall’alto e da poco tempo erano stati introdotti anche i controlli. Plinio era sconsolato. Plinio sapeva quale sarebbe stata la reazione del conte.<br />
Plinio il conte lo conosceva meglio di chiunque altro.<br />
Plinio sapeva come il conte avrebbe reagito alle sue parole!</p>
<p>- ¿Controllo?-<br />
- ¿Chi osa controllare in casa mia? – urlò il conte.<br />
- Signor conte gli addetti al controllo!- disse il Responsabile per le Esternazioni.<br />
- ¿Ma siamo impazziti!? In casa mia, Io,  faccio ciò che voglio e per di più, Noi !!! abbiamo gli     addetti al controllo! ¿Che vogliono questi che non possono fare i nostri controllori?!<br />
O gli uni o gli altri! Non posso pagare i miei controllori e poi pagare questi! – il conte.<br />
-  Ma lei questi non li paga &#8211; disse il Responsabile per le Esternazioni.<br />
-  ¿E chi li paga questi?! – urlò il conte.<br />
- L’Ente Preposto – rispose il Responsabile per le Esternazioni.<br />
- E chi sarebbe l’Ente Preposto? &#8211; chiese il conte.<br />
- L’Ente Preposto al Controllo Sicurezza responsabile della Sua contea, Signor conte, che fa parte della Grande Galassia.<br />
Grande Galassia a cui Signor conte anche Lei deve avere riguardo.<br />
Grande Galassia che controlla che anche nella sua Contea non ci sia sfruttamento! che tutti i diritti dei lavoratori vengano rispettati . . . – il Responsabile per le Esternazioni.</p>
<p>Silenzio.</p>
<p>Capitava che i capi turno passassero per controllare che tutte le norme di sicurezza venissero rispettate secondo le ultime disposizioni dell’Ente Preposto di quella contea della Grande Galassia.<br />
I controlli avvenivano sempre dopo un incidente.<br />
Poi più fino al successivo incidente.</p>
<p>-  Questo sviliva un poco la figura dell’ Ente Preposto e della Grande Galassia. In fondo se il controllo avveniva dopo un incidente non aveva un gran senso – dicevano gli Uni.<br />
- Ma comunque meglio tardi che mai – dicevano gli Altri.<br />
- Ma se non c’è l’etica ed i rispetto delle regole votate da un consiglio e si cerca, per risparmiare, di essere furbi, allora si è come furfanti e non come capitani di una nave che porta con sé un equipaggio e un guadagno – aggiunsero gli Uni.<br />
- Sì, ma se il guadagno e la nave sono del capitano, il capitano avrà pure il diritto o la libertà di . . . – gli altri.<br />
- Di fare ciò che vuole?! – gli Uni.<br />
- Non ho detto questo! – gli Altri.</p>
<p>- Ma cosa stai dicendo?! -</p>
<p>Giuseppe spalancò gli occhi che la sveglia strillava chissà da quanto!<br />
Guardò l’ora: le 5 e zero-zero<br />
Non era per nulla in ritardo.<br />
Giuseppe si stropicciò gli occhi e sbuffò come un toro prima di entrare nell’arena.<br />
Accese l’abatjour e si mise a sedere sul letto.<br />
La luce lo violentò: &#8211; Ahhh!! -</p>
<p>Si  alzò e si diresse al bagno.<br />
Ne uscì 7 minuti dopo.<br />
Precisamene alle ore 5 e zero-8.<br />
Abbandonò l’antibagno ed entrò nella sala cucina.<br />
Meccanicamente accese la luce della cappa sopra il fornello, illuminando di fatto lo spazio circostante, preparò la moka e la mise sul fuoco del fornello, che accese, per poi dirigersi nello stenditoio e recuperare i vestiti da lavoro.<br />
Ultimo, si infilò le scarpe antinfortunistiche.</p>
<p>Uscì.<br />
Scese le tre rampe di scale, aprì la porta di ingresso del condominio e si diresse verso l’auto.<br />
- Bene – ad alta voce, poi pensò:<br />
- Lo zaino con guanti e caschetto erano sul sedile posteriore della macchina -.<br />
Inserì la chiave, la girò ed il motore si accese.<br />
Il fumo caldo fece reazione con il freddo di quella mattina di gennaio.<br />
Tutt’intorno era buio e bianco-ghiaccio.<br />
Aspettò quei buoni quattro minuti prima di ingranare la retro ed uscire dal portico-parcheggio dove la sera prima aveva scovato quel posto che spesso non c’era.<br />
Gli stop della seicento bianca si accesero e Giuseppe inserì la prima marcia uscendo di fatto dal condominio. Prese come sempre il lungomare in direzione della strada comunale che unisce Lido Adriano e Punta Marina sino a Ravenna, per poi proseguire, attraverso il ponte mobile, fino alla zona industriale.<br />
Unica tappa prima della fabbrica il forno per comperare la colazione-pranzo: due enormi pezzi di pizza con carciofi.<br />
Sono le 5 e 30 come tutti i giorni in cui è di turno al mattino, il turno dalle 6 alle 14.<br />
Alle 5 e quaranta-5 sarà già dentro al capannone di fronte alla macchinetta distributore di bevande per prendere il primo caffè.<br />
Alle 6 la sirena suona e comincia il turno.</p>
<p>Giuseppe arriva nella zona di lavoro, si allaccia le scarpe in modo ottimale, si infila il giubbetto ad alta visibilità, si stira, si “scrocchia” il collo ed emette un rutto atomico come sirena a voler dire: &#8211; Sono pronto! -.<br />
I due colleghi che fanno squadra con lui ridono, o meglio uno ride di gusto, l’altro ne è un po’ disgustato,  ma il primo ridendo dice dice al secondo: &#8211; A sé raghéz! (Siamo ragazzi!) -.<br />
La fabbrica si mette in moto ed i suoi orchestrali di turno cominciano a suonare i loro strumenti.<br />
Chi con i carriponte: &#8211; èèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèmmmm –<br />
- èèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèm . . . èèèèèèèèèèèèèèm . . . èèèèèèèèèm . . . –<br />
Chi con i carrelli elevatori: &#8211; frrrrrrrrrrrrrr-uuuu –<br />
- frrrrrrrrrrrrrrrrrr-uuuuu -<br />
Le macchine sbuffano e soffiano aria.<br />
Gli operai con le macchine tira regge slidano: -ziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii-fuuuuuuu-stok–<br />
- ziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii-fuuu-stok –<br />
Altri battono il ferro:<br />
- sdeeeeng!!! –<br />
- sdaaaang!!! –<br />
Le linee di produzione tagliano in fogli di varie dimensioni tonnellate e tonnellate di ferro.</p>
<p>ORDINE + PULIZIA = SICUREZZA</p>
<p>capeggiava sulle teste di tutti,<br />
lassù in alto,<br />
ben visibile sul soffitto del capannone</p>
<p>Ognuno pensava al numero (quantità di prodotto da produrre nel tempo dato).<br />
Si creava competizione, così divisione e confusione.<br />
Poi la sirena, momento di stop e avvio.<br />
Uno dentro e uno fuori, moltiplicato per cinquemila.<br />
Così per tre.<br />
Cinquemila più cinquemila più cinquemila.<br />
Turno dopo turno dopo turno.</p>
<p>La musica faceva pausa per poi riprendere subito.<br />
Le voci come note isolate erano udibili solo di notte, nella contea di Vangaglia.<br />
Tanti musicisti, orchestrali, servi di scena e poeti e il Tutto suonava così:</p>
<p>giù giù giù<br />
poi<br />
su su su<br />
giù giù giù<br />
poi<br />
su su su<br />
otto ore e sirena<br />
giù giù giù<br />
poi<br />
su su su<br />
giù giù giù<br />
poi<br />
su su su<br />
e sire-<br />
na<br />
…<br />
Questo lo spartito!<br />
Tutto quello che di umano c’era era tra il</p>
<p>giù giù giù<br />
su su su<br />
poi<br />
giù giù giù<br />
su su su</p>
<p>le vite si giocavano in quei pochi istanti scanditi dalle macchine.</p>
<p><strong>UNA NOTA SUL CAVALIERE (e povero anche il cavallo, ah-beh, sì-beh)</strong><br />
Saranno 5 puntate … o forse più. Come faccio a saperlo se neppure Kike &#8211; l&#8217;autore &#8211; lo sa?  (<em>db</em>)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/danielebarbieri.wordpress.com/7310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/danielebarbieri.wordpress.com/7310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/danielebarbieri.wordpress.com/7310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/danielebarbieri.wordpress.com/7310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/danielebarbieri.wordpress.com/7310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/danielebarbieri.wordpress.com/7310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/danielebarbieri.wordpress.com/7310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/danielebarbieri.wordpress.com/7310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/danielebarbieri.wordpress.com/7310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/danielebarbieri.wordpress.com/7310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/danielebarbieri.wordpress.com/7310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/danielebarbieri.wordpress.com/7310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/danielebarbieri.wordpress.com/7310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/danielebarbieri.wordpress.com/7310/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7310&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gli arresti della TAV – di Mark Adin</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dichiarazione di Gianfranco Morgando ed Andrea Giorgis (PD Piemonte) in merito all’operazione delle forze dell’ordine. Desideriamo congratularci con la Procura di Torino e con le forze dell’ordine per l’operazione che ha portato all’arresto di alcuni dei responsabili delle gravi violenze commesse quest’estate in Valle di Susa. Come da noi sempre sostenuto, i nomi delle persone [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7328&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dichiarazione di Gianfranco Morgando ed Andrea Giorgis (PD Piemonte) in merito all’operazione delle forze dell’ordine.<em></em></p>
<p><em>Desideriamo congratularci con la Procura di Torino e con le forze dell’ordine per l’operazione che ha portato all’arresto di alcuni dei responsabili delle gravi violenze commesse quest’estate in Valle di Susa. <span id="more-7328"></span>Come da noi sempre sostenuto, i nomi delle persone fermate dimostrano come non siamo in presenza di pacifici valligiani contrari alla Tav, ma di professionisti dell’antagonismo e della guerriglia urbana. E neppure stupisce la presenza di personaggi dal passato terroristico e brigatista. Oramai solo qualche irresponsabile invasato può negare il fatto che il movimento di opposizione alla Torino-Lione è diventato ostaggio di un gruppo ristretto di persone violente e fanatiche che la Valle e quei comitati No Tav che si definiscono pacifici non hanno mai saputo o volutoisolare.<br />
I fatti contestati sono di estrema gravità e nessun tipo di giustificazione può essere ammessa da parte di chi crede nella legalità e nelle istituzioni. Dai commenti all’operazione di oggi risulterà evidente se questi principi sono da tutti condivisi, oppure se qualcuno ha deciso di porsi fuori dalla legge e dallo Stato avallando con parole e comportamenti azioni sovversive e violente.</em></p>
<p>Direi che, gratta gratta, il vizietto di certi democratici permane: quasi un <em>déja-vu</em>.</p>
<p>A breve giro di posta è arrivata una replica, tanto rara nella sua pacatezza: <em>“Siamo tutti Black Block”,</em> è stato dichiarato senza tentennamenti dai leader del Movimento No Tav. Punto.</p>
<p>La dichiarazione di Morgando e Giorgis, esponenti del PD piemontesi, è molto chiara. Dove si sostiene, senza se e senza ma, che <em>sono stati arrestati alcuni dei responsabili delle gravi violenze commesse quest’estate in Val di Susa, </em>con la sicumera di chi ha già reso inutile anche il processo: ai summenzionati risultano già tutti colpevoli. Forse la firma di un Magistrato come Caselli è, per loro, una garanzia. Minchia, signor tenente.</p>
<p>Il processo è però ancora tutto da celebrare e nulla si sa della effettiva colpevolezza degli arrestati Qualche perplessità è giustificata dal fatto che l’operazione di polizia, strombazzata da tutti i giornali, si è svolta parecchi mesi dopo i fatti, ed è stata coincidente con il verificarsi, in tutta Italia, di disordini di piazza (taxisti, camionisti, etc.) spontanei o per lo meno non riconducibili a forze politiche organizzate, perciò difficili da controllare. Il significato di ammonimento a coloro che vogliono utilizzare l’azione diretta è, quantomeno, sospetto.</p>
<p>L’operazione mass-mediatica ci vuole portare a ritenere, mettendo in carcere persone diverse in diverse parti d’Italia, che queste sono <em>professionisti dell’antagonismo e della guerriglia urbana </em>(soprattutto perché non risiedono nelle valli?), come se non fosse normale che, allo scopo di manifestare aderendo a una causa, ci si porti nei luoghi in cui si svolgono presidi o cortei. Quanti infiltrati professionisti ci saranno nelle Marcia per la Pace di Assisi? Quanti “professionisti”?</p>
<p>Si afferma inoltre che ormai la linea che separa i buoni dai cattivi è tracciata, e che  <em>se qualcuno ha deciso di porsi fuori dalla legge e dallo Stato avallando con parole e comportamenti azioni sovversive e violente, </em>si trova di fatto dalla parte dei cosiddetti violenti e fanatici che hanno tentato di resistere con l’azione diretta allo scempio di una valle.</p>
<p>Naturalmente i buoni sono loro, Fassino e Caselli in testa (i probi firmatari della dichiarazione di cui sopra li conoscono solo gli addetti ai lavori, e forse è per questo che si mettono in mostra) e i cattivi gli altri. L’invito è a schierarsi, ovviamente, con i buoni.</p>
<p>Ma atteniamoci ai fatti.</p>
<p>Il movimento NoTav è molto radicato e partecipato, lo abbiamo visto coi nostri occhi, è stato testimoniato anche su questo blog, è fatto di popolazione delle zone interessate dal passaggio della linea ferroviaria, dai Sindaci con fascia tricolore, dalle mamme con i bambini in carrozzina, dalle signore in età, dai papà insieme ai nonni, sino agli studenti e a quelle forze politiche non parlamentari presenti in questi compositi, molto compositi Movimenti, e da tutti coloro che condividono la loro battaglia civile. Sta di fatto che, quando una posizione è scomoda e non è sostenuta da alcuna delle forze presenti in parlamento, allora diventa problema, diviene per l’<em>establishment </em>una mina vagante.</p>
<p>Chi ha partecipato ai cortei o ai picchetti contro la guerra e gli F35, ha potuto vedere con i suoi occhi pericolosi anarco-insurrezionalisti muniti di micidiali cartelli atti ad offendere insieme ad ancor più pericolosi frati francescani che calzavano sandali da combattimento, tanto per citare due estremi di una partecipazione piuttosto eterogenea dei partecipanti.</p>
<p>Che ci siano, o possano esserci state in passato come possano essere presenti  in futuro, in queste come in altre manifestazioni anche meno radicali, i soliti, gli eterni incazzati che, convinti di essere in curva allo stadio, si portano bastoni, fionde, fumogeni, caschi, petardi, in cerca dello scontro per lo scontro purchessia, a cui piace fare sempre Piedigrotta, non mi pare una grossa novità. Dove c’è gente, c’è sempre qualcuno che si infila solo per fare casino e combattere la sua guerra personale in un fastidioso delirio gladiatorio.</p>
<p>Questa categoria di persone, peraltro molto ben conosciuta anche dalla polizia, non ha però niente a che fare con coloro che, nel pieno del loro diritto costituzionale di manifestare pubblicamente un dissenso, vengono attaccate con brutalità, picchiate duramente, trattate con gas proibiti dalle convenzioni di Ginevra. E se qualcuno di questi manifestanti, durante la negazione di un suo sacrosanto diritto, dopo che gli hanno rotto la testa reagisce tirando un sasso, non credo si possa mettere sullo stesso piano di quegli altri. Trattasi di cortei, non di processioni.</p>
<p>Sono sicuro che anche nel Partito Democratico qualcuno ricorderà fatti di piazza nei quali il movimento ha agito con la forza per difendersi e salvaguardare propri diritti e incolumità. Piero Fassino, mentre a Genova i portuali respingevano la Celere, era ancora a scuola dai Gesuiti, e quindi non gli si può chiedere di ricordare, ma sono certo, certissimo, che gli verranno in mente i tanti, successivi, altri episodi similari, accaduti anche nella sua città.</p>
<p>Certo, è un fatto che sia stato arrestato, nella retata di cui sopra, anche un ex brigatista della prima ora, Maurizio Ferrari: un cristo che, non essendosi macchiato di fatti di sangue, aveva avuto, come appartenente alle BR, una condanna a dodici anni. Ma, tra un oltraggio a pubblico ufficiale e un altro, tutti collezionati durante il periodo di detenzione, è riuscito a farsi trent’anni di carcere consecutivi e senza sconti. Ora potrebbe essere un pacifico nonnetto, con le sue sessantasette primavere, ma lui è un irriducibile, nel senso che, giusto o sbagliato, ci crede e partecipa, ostinato.</p>
<p>E’ vero, Piero su una cosa ha ragione: ci vuole attenzione con chi si prende a bordo, bisogna scegliere bene i propri compagni di strada. E gli esaltati che sono lì soltanto per provocare, come fossero in curva sud, con le mani che perennemente prudono, meglio lasciarli a casa, vanno tenuti a distanza e convinti a non nuocere.  A volte, però, può capitare lo stesso di trovarsi con le persone sbagliate, con quelle che i vecchi genitori chiamavano: le cattive compagnie.</p>
<p>Anche Fassino ne sa qualcosa, anche il PD, che ha incassato i voti di Giusy La Ganga, <em>nomen omen,</em> messo in lista a Torino. Se qualcuno non sa chi sia Giusy La Ganga, vada su Wikipedia e vagli il suo <em>“cursus honorum”</em>. Tutto lì da vedere. Certo <em>“suffragia non olent”</em> (Troppo latino? Traduco subito: “I voti non puzzano”), ma lui, Piero Fassino, l’ha fatto di sicuro il <em>latinorum</em>, a scuola dai Gesuiti. A lui la traduzione non serve. Saprà, dunque, apprezzare anche il motto “<em>Asinus asinum fricat</em>” o, per essere più espliciti e sicuramente compresi, un italianissimo e inequivocabile: “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”.</p>
<p>Valga, ovviamente, per tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mark Adin</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/danielebarbieri.wordpress.com/7328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/danielebarbieri.wordpress.com/7328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/danielebarbieri.wordpress.com/7328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/danielebarbieri.wordpress.com/7328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/danielebarbieri.wordpress.com/7328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/danielebarbieri.wordpress.com/7328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/danielebarbieri.wordpress.com/7328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/danielebarbieri.wordpress.com/7328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/danielebarbieri.wordpress.com/7328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/danielebarbieri.wordpress.com/7328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/danielebarbieri.wordpress.com/7328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/danielebarbieri.wordpress.com/7328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/danielebarbieri.wordpress.com/7328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/danielebarbieri.wordpress.com/7328/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7328&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Esperienze di governo del territorio</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:01:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[recensione al libro curato da Antonietta Mazzette «Negli ultimi 50 anni (in particolare negli ultimi 3 decenni) si conferma l&#8217;idea che diffuse pratiche edilizie si siano affermate al di fuori di un ordine riconoscibile, con una sostanziale rinuncia alla pianificazione». Nessuna enfasi in questa frase ma, riflettendo bene, è un giudizio severissimo sull&#8217;Italia. Così scrive [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7316&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>recensione al libro curato da <strong>Antonietta Mazzette</strong></p>
<p>«Negli ultimi 50 anni (in particolare negli ultimi 3 decenni) si conferma l&#8217;idea che diffuse pratiche edilizie si siano affermate al di fuori di un ordine riconoscibile, con una sostanziale rinuncia alla pianificazione». Nessuna enfasi in questa frase ma, riflettendo bene, è un giudizio severissimo sull&#8217;Italia. Così scrive Antonietta Mazzette aprendo il volume,<span id="more-7316"></span> da lei curato, «<em>Esperienze di governo del territorio</em>» (324 pagine, 20 euri) edito da Laterza, con il sottotitolo «Tra effetti perversi e prove di democrazia». Il volume raccoglie i risultati di una ricerca sociologica in 5 regioni italiane (in realtà 4 più il caso anomalo di Perugia) «molto diverse fra loro per storia, dinamiche demografiche e tessuto economico» con l&#8217;ambizione di mettere a fuoco non solo «i profili degli insediamenti territoriali, dell&#8217;esperienza di progettazione» ma anche «del ruolo degli attori politici e delle mappe di potere».<br />
Con il titolo «<em>Dalla Rinascita al Piano Paesaggistico, storie di ordinario consumo del territorio</em>» la Sardegna finisce nella lente di Camillo Tidore che, come la curatrice del volume, insegna all&#8217;università di Sassari. Anche l&#8217;Isola è «al di fuori di un ordine riconoscibile», rifugge dalla pianificazione? Senza dubbio, anche se tentativi di “ordinare” vi sono stati «in uno schema ricco di accelerazioni e brusche frenate»; il concetto guida è – scrive Tidore &#8211; «una storia di deludenti sperimentazioni».<br />
L&#8217;analisi si concentra su 4 punti: «la filosofia del piano», «gli attori», «natura e livello della partecipazione» infine «le rappresentazioni del territorio (…) che si sono succedute in corrispondenza delle diverse stagioni». Queste stagioni (in «una griglia di lettura a maglia larga») sono 3: «la Rinascita, l&#8217;avvio del processi di modernizzazione (…) dal dopoguerra agli anni &#8217;70»; «crisi industriale, crescita del modello turistico e del consumo indiscriminato del territorio» negli ultimi due decenni del secolo e nei primi anni post-2000; infine «la pianificazione paesaggistica e la tutela ambientale, avviate a partire dal 2004 e rapidamente entrate in crisi».<br />
L&#8217;analisi di questi passaggi è minuziosa e interessante come pure i rimandi al «metrocubismo», ai disequilibri fra le diverse aree della Sardegna, alle contraddizioni fra nuove pratiche e vecchie culture di governo o i riferimenti a vuoti, carenze, sovrapposizioni, frammentarietà e contraddizioni.</p>
<p><strong>UNA NOTA E QUALCHE ALTRO PENSIERO</strong><br />
Questa mia recensione è uscita (parola più, parola meno) sul quotidiano «<em>L&#8217;unione sarda</em>» (nell&#8217;inserto libri del 24 dicembre 2011) e dunque era centrata sull&#8217;analisi dell&#8217;Isola.<br />
Nel libro c&#8217;è ovviamente molto di più. Gli altri 4 casi sotto esame sono significativamente titolati così: «<em>Il governo del territorio in Lombardia. Un “modello” di deregolamentazione</em>» scritto a 6 mani da Francesco Memo, Sara Rancati e Francesca Zajczyj; «<em>Dai comprensori ai piani strategici: linee della pianificazione di area vasta in Piemonte</em>» di Silvia Crivello e Alfredo Mela; «<em>Miti e riti della pianificazione strategica urbana. Il caso di Perugia</em>» di Roberto Segatori; infine «<em>Centralismo burocratico e politiche territoriali. La vicenda dei Fas in Sicilia</em>» di Michela Morello. Non potendo qui esaminare in dettaglio questi 4 capitoli, preferisco  tornare alla introduzione, anzi ai «prolegomeni» di Antonietta Mazzette. Che inizia appunto con quella frase &#8211; pacatamente drammatica &#8211; che vale ripetere: «Anche a una sommaria osservazione dell&#8217;uso del territorio fatto in Italia negli ultimi 50 anni (ma in particolare negli ultimi tre decenni) si conferma l&#8217;idea che diffuse pratiche edilizie si siano affermate al di fuori di un ordine riconoscibile, con una sostanziale rinuncia alla pianificazione». Fuori da un ordine riconoscibile purtroppo comporta un lungo elenco di «emergenze ambientali che però vengono rapidamente rimosse fino al disastro successivo». Ogni catatrofe serve a far dimenticare la precedente. E per ognuna si cercano ragioni specifiche mentre le cause di fondo sono «sempre le stesse: una cattiva politica e la speculazione edilizia che in Italia vanno di pari passo».<br />
Antonietta Mazzette ragiona poi sull&#8217;ultima sanatoria («le case fantasma»), sulla cultura del cemento, sulla «radicata ritrosia a rispettare le regole». Così fan tutti? O invece questo tipo di governo del territorio che si è  affermato in Italia non ha riscontri in altri Paesi europei? In molti altrove (Germania, Spagna, Svezia&#8230;) certamente va meglio: «non si sarebbero potute realizzare queste buone pratiche senza regole chiare e condivise e senza politiche pubbliche autorevoli». Ma &#8211; pacatamente l&#8217;autrice lo ribadisce &#8211; «l&#8217;Italia è ben lontana da questi standard». Ci sono, è  ovvio, sperimentazioni positive anche in Italia (a Torraca, Bolzano, Milano, Carbonia&#8230;) ma sono eccezioni, fiori nel marciume, qualche volta specchietti per allodole.<br />
Tra numeri e riflessioni, Antonietta Mazzette arriva poi a raccontare le quattro fasi del «governo privato» del territorio italiano per registrare due sconfitte di fondo: della pianificazione urbanistica e della città «come entità pubblica». Anche nel ragionare sul paesaggio («fra retorica e regole del buon senso») l&#8217;autrice individua differenti fasi: una prima conservativa; una seconda «della dimenticanza delle regole»; la terza «dell&#8217;emergenza».<br />
Non mi azzardo a riassumere l&#8217;analisi dei «nodi problematici» individuati da Antonietta Mazzette, alla fine dei suoi &#8220;prolegomeni&#8221;, anche perché sta per uscire un altro volume, intitolato significativamente «<em>Alcune regole per il buon governo del territorio</em>», che amplierà questo discorso. Ma è importante tener presente che governare un territorio è «il presupposto per costruire un altro modello di sviluppo e una più forte coesione sociale». Cosa occorre? «Una alleanza tra le numerose competenze e i diversi livelli di responsabilità pubblica».   (<em><strong>db</strong></em>)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/danielebarbieri.wordpress.com/7316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/danielebarbieri.wordpress.com/7316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/danielebarbieri.wordpress.com/7316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/danielebarbieri.wordpress.com/7316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/danielebarbieri.wordpress.com/7316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/danielebarbieri.wordpress.com/7316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/danielebarbieri.wordpress.com/7316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/danielebarbieri.wordpress.com/7316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/danielebarbieri.wordpress.com/7316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/danielebarbieri.wordpress.com/7316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/danielebarbieri.wordpress.com/7316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/danielebarbieri.wordpress.com/7316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/danielebarbieri.wordpress.com/7316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/danielebarbieri.wordpress.com/7316/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7316&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Racconto cavallerresco, capitolo 2</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 17:59:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Kike Anno del signore 2012 In risposta alle minacce di querela rispondo che sono possibili coincidenze o fraintendimenti MIS-UNDERSTANDING In questo zapping selvaggio nei canali che disturbano la mia mente ho scelto luoghi e nomi, o cognomi, che probabilmente esistono o potrebbero essere possibili. L’ho fatto per dare alla mia immaginazione una terra ferma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7292&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Kike<strong><br />
</strong></p>
<p>Anno del signore 2012<br />
<em>In risposta alle minacce di querela rispondo che sono possibili coincidenze o fraintendimenti</em><br />
MIS-UNDERSTANDING</p>
<p>In questo zapping selvaggio nei canali che disturbano la mia mente ho scelto luoghi e nomi, <span id="more-7292"></span>o cognomi, che <img title="More..." src="http://danielebarbieri.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />probabilmente esistono o potrebbero essere possibili.<br />
L’ho fatto per dare alla mia immaginazione una terra ferma sui cui poggiare i piedi e spiccare il volo.</p>
<p>Detto ciò ci tengo a precisare che Ravenna non è Ravenna e che i nomi o i fatti narrati non hanno riscontro nel reale.<br />
Tutte le parole che qui trovate stampate, in nero su bianco, sono solo insiemi vuoti da riempire.<br />
Sono coincidenze?<br />
Sì, se credete alle coincidenze!</p>
<p>Esempio:<br />
- siamo nell’anno del Signore 2012, non nell’anno 2012,<br />
- il mio punto di partenza è il mio, non il vostro,<br />
- per comodità ho scelto i numeri arabi per datare questo romanzo cavalleresco.</p>
<p>Io non credo alle coincidenze.<br />
Io non credo.<br />
Io sogno e vivo in queste parole . . .</p>
<p>Per allontanarmi ancor più dal reale correggerò certi termini che hanno creato scompiglio in voi lettori che mi sommergente di messaggi di approvazione o di disapprovazione con consigli utili e non, insulti o apprezzamenti.<br />
A voi tutti sono grato.<br />
A voi tutti.<br />
Spero che il carteggio tra noi possa continuare al fine di approssimarci il più possibile allo zero ed ottenere così la misura più precisa possibile.</p>
<p>Parole come sindacato sono nella mia fantasia, che vive nell’anno del Signore 2012, parole antiche. Le ho scelte come ponte culturale al fine di connettermi temporalmente con quelle persone che vivono nell’anno 2012 e per una mia personale ricerca sul linguaggio.<br />
I  miei studi confermano infatti una vita in quell’anno.<br />
Anno così-detto di fine del modo secondo una profezia di un popolo antichissimo, gli ApeMaya.</p>
<p>Per tornare alla parola sindacato l’ho scomposta così in lettere (s, i, n, d, a, c, a, t, o) ed ho provato ad anagrammarla. Dopo svariati tentativi ho scelto tasindaco.<br />
Spero sia di vostro gradimento.<br />
Ultima ma non per questo meno importante la parola Telegatto.<br />
Sono stato informato che ha un riscontro reale. Me ne scuso, lo ignoravo ed in tutta sincerità trovo la parola in questione orrenda. Permettetemi quindi di resettare quel punto della vostra memoria e sovra-scrivere la parola Telecatz, onomatopeicamente più interessante.</p>
<p>Per tutto questo oggi,<br />
Ravenna, 16 gennaio dell’anno del Signore 2012<br />
Io sottoscritto, poeta di fantasia, giuro di scrivere tutta la verità e nient’altro che la verità secondo coscienza davanti a Voi giurati che siete gli Uni e gli Altri.<br />
Mi trovo imputato, mio malgrado, in questo processo che è la Vita.<br />
Sarò vittima o carnefice?<br />
Spetterà agli eventi che narrerò ed alla vostra sentenza, secondo coscienza e secondo vostro giudizio, decidere la mia assoluzione o condanna.</p>
<p>Autocertificazione &#8211; di fantasia / di identità &#8211; dei personaggi<br />
Io sottoscritto, conte Cosmo Vangaglia, in piena facoltà di persona cartacea dichiaro di essere nato nell’immaginazione e di vivere nell’immaginazione di mia madre creatrice e di mio padre lettore.</p>
<p>Io sottoscritto, Plinio Responsabile per le Esternazioni, in piena facoltà di persona cartacea dichiaro di essere nato nell’immaginazione e di vivere nell’immaginazione di mia madre creatrice e di mio padre lettore.</p>
<p>Io sottoscritto, Guido Guidi, in piena facoltà di persona cartacea dichiaro di essere nato nell’immaginazione e di vivere nell’immaginazione di mia madre creatrice e di mio padre lettore.</p>
<p>Io sottoscritto, Lorenzo Vangaglia, in piena facoltà di persona cartacea dichiaro di essere nato nell’immaginazione e di vivere nell’immaginazione di mia madre creatrice e di mio padre lettore.</p>
<p>Io sottoscritto, Adamo Vangaglia, in piena facoltà di persona cartacea dichiaro di essere nato nell’immaginazione e di vivere nell’immaginazione di mia madre creatrice e di mio padre lettore.</p>
<p>Io sottoscritto, Primo Vangaglia, in piena facoltà di persona cartacea dichiaro di essere nato nell’immaginazione e di vivere nell’immaginazione di mia madre creatrice e di mio padre lettore.</p>
<p>Io sottoscritto, William II Vangaglia, in piena facoltà di persona cartacea dichiaro di essere nato nell’immaginazione e di vivere nell’immaginazione di mia madre creatrice e di mio padre lettore.</p>
<p>Io sottoscritto, Luca Puntiglio, in piena facoltà di persona cartacea dichiaro di essere nato nell’immaginazione e di vivere nell’immaginazione di mia madre creatrice e di mio padre lettore.</p>
<p>Io sottoscritto, Vix-Vaporum, in piena facoltà della mia entità cartacea dichiaro di essere nato nell’immaginazione e di vivere nell’immaginazione di mia madre creatrice e di mio padre lettore.</p>
<p>Io sottoscritta, Allegra Serena Vangaglia, in piena facoltà di persona cartacea dichiaro di essere nato nell’immaginazione e di vivere nell’immaginazione di mia madre creatrice e di mio padre lettore.</p>
<p>. . . e così via . . .</p>
<p><strong>UNA NOTA SUL CAVALIERE (e povero anche il cavallo, ah-beh, sì-beh)</strong><br />
Si prosegue domani sera alle 19. Previste 5 puntate ma è forse certo il futuro? E se fossero 6? (<em><strong>db</strong></em>)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/danielebarbieri.wordpress.com/7292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/danielebarbieri.wordpress.com/7292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/danielebarbieri.wordpress.com/7292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/danielebarbieri.wordpress.com/7292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/danielebarbieri.wordpress.com/7292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/danielebarbieri.wordpress.com/7292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/danielebarbieri.wordpress.com/7292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/danielebarbieri.wordpress.com/7292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/danielebarbieri.wordpress.com/7292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/danielebarbieri.wordpress.com/7292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/danielebarbieri.wordpress.com/7292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/danielebarbieri.wordpress.com/7292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/danielebarbieri.wordpress.com/7292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/danielebarbieri.wordpress.com/7292/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=danielebarbieri.wordpress.com&amp;blog=2198984&amp;post=7292&amp;subd=danielebarbieri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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