Postato in Di futuri ce n'è tanti, Dossier, tagged algonchini, Alpha Centauri, Amerika, amerindi, Arsen Darnay, Arthur Penn, Caddo, Cavallo Pazzo, Charles Harness, Cherokee, Cheyenne, Cinema, Claudio Gorlier, Craig Streete, Dakota, dio, Erremme Dibbì, fantascienza, Fitgerald Jenkins, G. C. Johnson, Galassia, Galaxy, genocidio, George Custer, Hopi, Howard Fast, I giorni cantati, indiani, invisibili, Irochesi, Isaac Asimov, J. Hunter Holly, Joel Richards, John Wayne, Leslie Fiedler, Little Big Horne, Luigi Brioschi, marziani, Michèle Duchet, Mohawk, Murray Leinster, neutrino, Pawne, pellerossa, R. A. Lafferty, Riccardo Mancini, Robert Altman, Robert Silverberg, Ronald Reagan, Roosevelt, Rushmore, Russell Bates, Sandro Portelli, Sébastien Mercier, selvaggi, senso di colpa, Sergio Moravia, Sergio Solmi, Shawne, Sioux Oglala, Spagna, stereotipi, Tasunca-Uitco, Tepee, Theodore Sturgeon, urania, usa, W. F. Nolan, wasp il giorno 20 agosto 2012 |
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Science fiction e amerindi
di Erremme Dibbì (*)
PRIMA PARTE
In un libro del 1771 Sébastien Mercier immagina un «singolare monumento» con cui alcuni popoli in futuro domanderanno perdono all’umanità delle crudeltà commesse. Mercier colloca questo riscatto nel 2440 (nota 1). Fra i colpevoli la Spagna che «ha coperto il nuovo continente di 35 milioni di cadaveri, (more…)
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