di Maria G. Di Rienzo
Nadia Anjuman, artista afgana, morì nel 2005 per il brutale pestaggio di suo marito. Aveva 25 anni. Le sue “colpe” erano aver pubblicato poesie ed essere diventata famosa in ragione di ciò. In Afghanistan si può morire di errori umanitari, di armi intelligentissime maneggiate purtroppo da perfetti idioti, di matrimonio, di parto, di religione, di etnia, di papaveri da oppio, persino di scuola. La scelta è così vasta, soprattutto per le donne, che sono qui a domandarmi se era proprio necessario aggiungerci dell’altro. Ma tant’è: le mie simili, in Afghanistan, possono morire anche di poesia.
La (more…)