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Alieno è… (quinta e ultima parte)

Alieno è razziale, sessuale, sociale, mentale, antropologico, politico, biologico, funzionale, religioso… Un saggio pubblicato sull’ultimo numero di «HP-Accaparlante»(*)

L’alienità totale (ovvero del pensare non accettato).

Come abbiamo visto la parola alienità si riferisce anche (more…)

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6. Prospettiva degli anni Zero
(autore: Giovanni De Matteo)

Addentriamoci nel nuovo millennio con una serie di narrazioni alquanto singolari, a partire da tre romanzi brevi che ritraggono peculiari distorsioni della nostra realtà.
In Un anno nella Città Lineare (A Year in the Linear City, 2002, trad. Roberto Chiavini, Delos Books, 2008) Paul Di Filippo concepisce una città confinata ai bordi di un’unica strada. Da una parte corrono i Binari della ferrovia, dall’altra le acque del Fiume. E oltre questi confini il Lato Sbagliato dei Binari e l’Altra Sponda, rifugio di creature assurde prese in prestito da una bizzarra mitologia dell’oltretomba.

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Dossier FS 18 – La Mappa del Futuro 5

5. Lo tsunami postcyberpunk degli anni ‘90
(autore: Giovanni De Matteo)

Negli anni ’90 il panorama si fa più fluido rispetto al decennio precedente. In un articolo apparso su Interzone nel 1991, “Cyberpunk in the Nineties”, Bruce Sterling decreta la fine del cyberpunk e subito si assiste a una nuova esplosione creativa, che ha come protagonisti autori di estrazione diversissima: non solo nuove leve, come si potrebbe facilmente supporre, ma anche veterani e reduci del movimento degli anni ’80.

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3. Il movimento degli anni ‘80 (autore: Giovanni De Matteo)

Facciamo un passo indietro. Se Neuromante è il titolo che sancisce la definitiva affermazione del cyberpunk e di una intera generazione di autori (Pat Cadigan, Rudy Rucker, Lewis Shiner, John Shirley, Tom Maddox, Paul Di Filippo, Marc Laidlaw, James Patrick Kelly, pur con diversi gradi di coinvolgimento), non si deve dimenticare che due anni prima quello che sarebbe diventato il guru della comitiva aveva dato alle stampe un’opera forse esteticamente meno compiuta, ma capace di rivelarsi sul lungo periodo (come vedremo) altrettanto influente dell’esordio di Gibson.

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(articolo di Giovanni De Matteo)

2. 1984: sulle tracce di Neuromante

L’opera che più di tutte contribuì a rinnovare gli schemi del racconto di fantascienza, rivelando la carica rivoluzionaria delle intuizioni della New Wave (Samuel R. Delany e J.G. Ballard su tutti) esce nell’anno più significativo che si sarebbe potuto immaginare. Agli inizi degli anni ’80, dopo promettenti prove nel racconto, William Gibson incontra l’editor Terry Carr che gli propone

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«Per comodità generale, a Jerusalem il patibolo si trovava accanto al cimitero». Quando si dice una frase efficace per aprire una narrazione. (more…)

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