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Posts contrassegnato dai tag ‘Mark Adin’

Scor-data: 5 maggio 1981

Muore Bobby Sands

di Energu (*)   (more…)

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Mark Adin oggi non c’è

E non è un pesce d’aprile. Il motivo dell’assenza lo ha scritto lui, 7 giorni fa… Ma   (more…)

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Caro Marco di Tuscania,

a te mi rivolgo perché sei come noi di quelli cresciuti nella rabbia, che a testa bassa si son lanciati come arieti e hanno trovato duro. (more…)

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di Mark Adin (*)    (more…)

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Alludere alla folla è utile per richiamare il muoversi della stessa, il suo infittirsi o il suo diradarsi, e soprattutto il suo reagire, come un solo corpo, agli stimoli esterni. downloadChi mastica di psicologia di massa sa che essa si attiva coerentemente, unitariamente, sfruttando un temibile effetto moltiplicatore fornito dal realizzarsi di misteriose quanto potenti attitudini sintoniche. Se mai ci fosse capitato di parlare in pubblico a una platea numerosa fatta di qualche centinaia di persone, ecco che avremmo avuto esperienza del comportamento della folla: è possibile ascoltarla, esortarla, stuzzicarla, blandirla, ottenere da essa amore piuttosto che odio, alzarne la temperatura o raffreddarla. Per fare questo bisogna, però, saper essere empatici, parlare alla pancia e non al cervello, insomma è indispensabile saper “emozionare”, ovvero azionare la più efficace leva della comunicazione. Saper dire ciò che la folla si aspetta è un talento, un’arma micidiale che nella storia è stata impiegata, il più delle volte, drammaticamente: è infatti tipica dei dittatori. Ma non solo. (more…)

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Ciao, sono il Castoro di Bianciardi, stretto nello scaffale tra quelli di Jean Genet e Ghiannis Ritsos, le mie cattive compagnie di ragazzacci. Siamo qui, perfettamente allineati e stanchi di non essere neppure estratti per qualche rapida consultazione. Nessuno ci compulsa ormai da tempo. Eppure siamo stati eroici, e oggi siamo dimenticati. (more…)

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Kronstadt

di Mark Adin (*) (more…)

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La vita irripetibile – di Mark Adin

Aver trasformato in un incubo le vite meravigliose, singolarmente dotate di bellezza, di ciascuno e di ciascuna, è uno scempio incomprensibile. Ci si è riusciti grazie all’impegno che, nei secoli dei secoli (in saecula saeculorum, che il latino rende meglio l’idea), ci ha messo l’umanità.bimbe

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Giochereste a tennis con uno Stradivari, usandolo come racchetta? Non credo: forse l’avreste già messo su E-Bay o affidato a una casa d’aste (so che fra i followers di questo blog ci sono quanti ci risolverebbero il problema della pensione) e sicuramente tutti ne saprebbero stimare il valore, riconoscendo che la fragilità dello strumento richiederebbe mille cure e attenzioni.

Per gli umani questo non vale, no, ma guarda che stranezza. (more…)

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Se ciò che un tempo si chiamava “soldato di ventura”, e poi “mercenario”, infine “contractor”; se una “etera” diventa una “cortigiana” e oggi una “escort”; se una “guerra coloniale” diventa “escalation imperialistica” e in seguito “missione di pace”; se uno “storpio” diventa un “handicappato” e poi un “disabile” e attualmente un “diversamente abile”; se le parole cambiano è per dare l’impressione che la parte di realtà che non vuole saperne di cambiare abbia un sussulto di vanità. Perché spesso c’è bisogno autentico e indifferibile di cambiamento, e ci illudiamo che utilizzare un eufemismo sia sufficiente per esorcizzare l’immobilità, l’incapacità di mutare l’immutabile. (more…)

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