di Erremme Dibbì (*)
Faster than light (più veloce della luce) e l’astronave passa nell’iperspazio. Lo scrittore ftl è Fredric Brown (1906-1972) e non perché abbia «inventato» l’iperspazio ma (more…)
Postato in Di marte si parte, tagged alieni, animali, bem, bozze, diavoli, dinosauri, Enrico Cecchini, Erremme Dibbì, fantascienza, fantasy, Faster Than Light, Fredric Brown, gialli, Giuseppe Lippi, il manifesto, improbabile, incredibile, iperspazio, Italo Calvino, La stampa, lombrichi, mostri, Oreste Del Buono, premio Hugo, refusi, Riccardo Mancini, Robert Bloch, short story, Space Opera, Topolino, urania, Vietnam il giorno 12 febbraio 2013 | 3 Commenti »
di Erremme Dibbì (*)
Faster than light (più veloce della luce) e l’astronave passa nell’iperspazio. Lo scrittore ftl è Fredric Brown (1906-1972) e non perché abbia «inventato» l’iperspazio ma (more…)
Postato in Di marte si parte, tagged Albert Einstein, Antonio Caronia, Benedetta Tavani, bioetica, coscienza, cyberpunk, destino, Dna, doppio, fantascienza, Frankenstein, identità, il manifesto, Intelligenza, John Scalzi, John Varley, John W. Campbell Award, LeoSzilard, libero arbitrio, Marie Curie, memoria, morti, Nando Vitale, Nebula, Paul Dirac, paura, plasma germinale, Rhine, Riccardo Valla, San Francisco Chronicle, Science Fiction and Fantasy Writers, Sherlock Holmes, Soldati, Space Opera, urania, Wolfgang Petersen il giorno 5 febbraio 2013 | 1 Commento »
(ma occhio anche ai due PS)
«Nessuno notò il masso». E’ l’inizio geniale – ma capirete perché solo a pagina 25 – del romanzo di John Scalzi appena tradotto da Benedetta Tavani per Gargoyle (316 pagine per 14.90 euri; l’edizione originale è del 2006).
Quasi subito ci vien detto che «esistono tre tipi di umani». Quelli non modificati il primo; i soldati che «variano per forma e dimensione e sono tutti dello stesso colore: verde» il secondo. Sul terzo gruppo «circolano delle storie, si dice vengano creati dai morti, che il plasma germinale umano dei morti venga mescolato (more…)
Postato in Dossier, tagged 1984, Accelerando, agalmia, Aristoi, Arthur C. Clarke, Audrey Niffenegger, Charles Stross, Chuck Palahniuk, Cormac McCarthy, Cory Doctorow, detective story, distopia, fantascienza, Fatherland, FlashForward, Fuga dal pianeta degli umani, George Orwell, Giovanni De Matteo, hard sci-fi, IA, Il ciclo di vita degli oggetti software, Il complotto contro l’America, Il sindacato dei poliziotti yiddish, Isaac Asimov, Kage Baker, La Compagnia del tempo, La genesi della specie, La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, La strada, La verità, L’alba del disastro, L’Era del Flagello, mainstream, Michael Chabon, nanotecnologie, Neanderthal Parallax, Origine dell’ibrido, Palinsesto, Philip Roth, post-apocalittico, post-scarsità, postcyberpunk, postumanesimo, Poul Anderson, progresso, Rabbia. Una biografia orale di Buster Casey, Respiro, Robert Harris, Robert J. Sawyer, Robert Reed, science fiction, Singolarità Tecnologica, Space Opera, spy-story, Storia della tua vita, Ted Chiang, ucronia, utopia, viaggio nel tempo, Walter Jon Williams, WWW, WWW 1: Risveglio, X il giorno 19 luglio 2012 | Lascia un commento »
7. Accelerando nel nuovo millennio: una corsa contro il tempo
(autore: Giovanni De Matteo)Voglio concludere questa panoramica – lacunosa, soggettiva, fortemente condizionata dal gusto personale di chi scrive – con una riflessione sul tempo.
Nel 1999 esce FlashForward (trad. Maurizio Nati, Fanucci, 2009). Tra i canadesi che si sono distinti negli ultimi anni, Robert J. Sawyer è senz’altro l’autore di punta: promotore del genere tout-court, esponente della fantascienza d’idee riconducibile agli insegnamenti di Isaac Asimov e Arthur C. Clarke, provvisto di un solido background scientifico,
Postato in Di marte si parte, Fantascienza, tagged clonazione, fantascienza, Gianluigi Zuddas, Giuseppe Lippi, identità, Isaac Asimov, Jack Vance, Lois McMaster Bujold, premi Hugo, Space Opera, truppa nera, urania il giorno 17 gennaio 2012 | Lascia un commento »
Negli ultimi giorni ho colmato una delle mie lacune (in genere tante ma in fantascienza pochine) incontrando quella che Giuseppe Lippi definisce “La regina della (nuova) space opera” ovvero Lois McMaster Bujold. Il suo “I due Vorkosigan” (del 1994, titolo originale “Mirror dance”, traduzione di Gianluigi Zuddas) numero 108 di Urania Collezione è in edicola per tutto il mese: 518 pagine per 5,90 euri.
In estrema sintesi: bel ritmo, bei personaggi, nessuna crepa o stagnazione ma (more…)
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«Il futuro era venuto e se n’era andato». Una frase che (more…)