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Posts contrassegnato dai tag ‘verità’

Muore Einstein: misteri, boccacce, atomi, pregiudizi, nonne e molto altro

di d. b. (*)   (more…)

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di Bianca Menichelli

Per chi è sempre stato attratto da ciò di cui scrive – fra i tanti nei secoli – Giordano Bruno nel suo «De l’infinito universo e mondi» (1584) il film «Cloud Atlas» di Lana e Andy Wachowski e Tom Tynkwer è (more…)

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di Fabrizio («Astrofilosofo») Melodia

 PARTE PRIMA: LA ZONA DEL CREPUSCOLO

Dove si tenta di esprimere la quiddità dell’ Essere parmenideo (more…)

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Alieno è… (quinta e ultima parte)

Alieno è razziale, sessuale, sociale, mentale, antropologico, politico, biologico, funzionale, religioso… Un saggio pubblicato sull’ultimo numero di «HP-Accaparlante»(*)

L’alienità totale (ovvero del pensare non accettato).

Come abbiamo visto la parola alienità si riferisce anche (more…)

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di Maria G. Di Rienzo

Un’altra buona occasione per tacere è andata persa. Peccato. Nel suo messaggio per la “Giornata della Pace”, un noto capo di Stato straniero, nonché leader di una delle principali religioni monoteiste mondiali, poteva dire tante cose: (more…)

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di Pier Paolo Pasolini (più una nota… non breve ma necessaria che potrebbe intitolarsi «Noi sappiamo»)

Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi (more…)

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Science fiction e amerindi

di Erremme Dibbì (*)

SECONDA PARTE (more…)

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La giustizia dei tribunali non è mai “giusta”, per forza di cose, non può essere che approssimativa e insufficientemente risarcitoria. L’applicazione di una norma è il margine esiguo della giustizia: secondo alcuni, è giusta quando assolve o condanna senza tenere conto di sesso, credo politico o religioso, classe sociale. E’ già qualcosa, temo non si possa andare più lontano.

Se ci si pensa, non c’è niente di più imperfetto della definizione di una regola, di una legge, in quanto non può essere altro che una semplificazione, non può adattarsi perfettamente a ciascuna delle cause celebrate. Ma è anche una delle modalità comunemente accettate per accertare una verità. Già … La verità. (more…)

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…. di Ursula Le Guin, che torna in libreria fra pochi giorni a ricordarci che «c’è sempre più di una via verso la verità». (more…)

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La definizione è di Ettore Mo, l’inviato del Corriere definito maestro di giornalismo da Milena Gabanelli. Fu, se non coniata, dichiarata alla telecamera tra i morti di Grosny abbandonati nelle strade: castità verbale.

Quando un giornalista sceglie il “binario della disperazione”, come lo chiama Ettore Mo, ovvero quando racconta di guerre, disastri, massacri, catastrofi, deve perseguire la nettezza lessicale, deve tradurre il rispetto per l’essere umano e i suoi drammi con una lingua fatta di purezza ed esente da corruzione, riducendo al minimo il suo coinvolgimento. L’assenza di aggettivi è forse una condizione impraticabile, sosteneva, ma è necessario lo sforzo teso, almeno, a realizzarla il più possibile: pulendo, asciugando, distillando. (more…)

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